Fava, attacco ai Cinque Stelle: “Impresentabili anche tra loro”

Claudio Fava attacca, i Cinque Stelle querelano. La vicenda in questo caso riguarda un candidato pentastellato nel collegio di Palermo, Giacomo Li Destri (nella foto), “il cui omonimo cugino di primo grado – è la denuncia di Fava – viene considerato, nelle carte del processo Black Cat, il referente mafioso a Caltavuturo”.

Secondo Fava, che ha convocato la conferenza stampa per mirare al cuore del quartier generale pentastellato, “qui non si mette in discussione l’onestà di Li Destri, ma l’opportunità politica di candidarlo nonostante questo legame familiare. Tra l’altro sembra che i rapporti tra i due cugini siano rapporti concreti, se si fa fede a ciò che dicono alcuni presunti mafiosi nel rapporto”.

“Gli atti giudiziari sono pubblici – accusa ancora il candidato della lista Cento Passi -, avrebbero dovuto leggerli sia Nello Musumeci per quanto riguarda Riccardo Pellegrino, che Giancarlo Cancelleri, per quanto riguarda Giacomo Li Destri. Mi rendo anche conto del motivo per cui non ho sentito Cancelleri dire una parola su Pellegrino. Capisco che ci fosse un elemento di imbarazzo, qualora ne fosse a conoscenza. Se, invece, lo scoprirà da noi, sarà ancora peggio, perché le liste pulite non passano soltanto da un certificato antimafia. Sarebbe una grave approssimazione sul piano politico”.

“Io non penso – ammette Fava – che siano collusi, penso che siano distratti, che non abbiano cognizione di causa. Il tema della mafia non è un tema letterale, deve stare nell’agenda politica, soprattutto in una terra che ha visto un presidente ammazzato e due presidenti sotto processo. Non stiamo parlando di altro, stiamo parlando della nostra storia politica”. E aggiunge: “Se le dichiarazioni di Grillo le avessero pronunciate Bersani o D’Alema, avrei detto di non essere d’accordo con loro, malgrado la vicinanza politica. Ma mi sarei aspettato che anche Cancelleri dicesse di non essere d’accordo”.

Punzecchiato dai giornalisti, Fava riconosce di aver incontrato in commissione Antimafia “colleghi Cinque Stelle di straordinaria validità e altri che pensavano che la lotta alla mafia e la permanenza in commissione fosse un titolo da sventolare in campagna elettorale”.

Immediata la replica del candidato pentastellato Giacomo Li Destri: “sono stato sentito dai carabinieri immediatamente dopo l’arresto di mio cugino. A loro ho confermato di non avere più rapporti con mio cugino da quasi trent’anni. È tutto a verbale, l’onorevole Fava può andare a cercarselo. Così come non gli può sfuggire che, se così non fosse, io stesso sarei stato denunciato per aver detto il falso. È evidente l’intento diffamatorio delle frasi di Fava per questo ho dato mandato ai miei legali di querelarlo”.

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