Angelini, Fondazione Unesco Sicilia: “Cinque Stelle forza politica per l’ecologismo”

“I Cinque Stelle sono la forza politica che più di altri rappresenta l’ecologismo nel nostro Paese”. A dirlo non è uno storico attivista di qualche meet up di stampo grillino, ma Aurelio Angelini, docente universitario, ambientalista da sempre orientato a sinistra e presidente della Fondazione Unesco Sicilia.

Angelini non ha dubbi: “Sui temi che riguardano l’ecologia, dai rifiuti all’energia, fino all’ambiente, diciamo che l’unica altra forza politica sono i Verdi, che però sono meno incisi”.

I Cinque Stelle, invece, sarebbero, “portatori di scelte programmatiche che vanno in questa direzione. E siccome sono tra le poche forze politiche che parlano di programmi, a differenza di altri che in maniera supponente dicono di essere competenti e ricchi di grandi idee ma in realtà non le mettono a frutto o comunque non le esternano, i Cinque Stelle nella loro modestia hanno la capacità di esprimere progetti e programmi. Che sono molte volte, sulle questioni ambientali, per me convincenti”. Insomma, gli altri “sono un po’ una palude” sottolinea Angelini.

Aurelio Angelini e Luigi Di Maio a Villa Giulia, Palermo

“In questi anni – riconosce ancora il docente universitario – ho collaborato con Giampiero Trizzino che è stato anche presidente della Commissione Ambiente all’Ars, con Valentina Palmeri che è deputata di Trapani, con Angela Foti che è deputata di Catania. Mi hanno chiesto di parlare e confrontarci e da lì è partita una interlocuzione”.

Ma Angelini ammette anche di avere attraversato una fase di corteggiamento con la destra: “Ho avuto anche una richiesta dal candidato del centrodestra, Nello Musumeci, il quale mi ha chiesto anche di impegnarmi in prima persona”. Ma in quel caso c’era stato un precedente che aveva lasciato l’amaro in bocca ad Angelini: “Ha voluto che io scrivessi una relazione sullo stato dei rifiuti in Sicilia per la Commissione Antimafia, relazione che non è mai stata approvata perché da quando, sei mesi fa, è stata depositata, è sempre mancato il numero legale in commissione per approvarla”.

Bocciato anche l’operato dell’amministrazione uscente. Secondo Angelini, “in questi anni la Regione si è occupata di tante problematiche, ma non si è occupata degli aspetti più importanti della Sicilia, tra cui il patrimonio culturale e ambientale”. La Regione, secondo il presidente della Fondazione Unesco Sicilia, “è stata un luogo di razzia di risorse pubbliche per finanziare centomila clientele. A farne le spese sono stati tutti i settori, compreso quello dei beni culturali, che è stato relegato a un ruolo marginale, basti vedere la mancanza di finanziamenti che ha avuto”.

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