Cancelleri si traveste da Grillo: “Musumeci è come Scajola”

Beppe Grillo spiazza tutti. Arriva davanti il Teatro Massimo di Palermo, ma per i giornalisti nessuno spazio. Una cordata di volontari lo “scherma” fisicamente da flash e riflettori. Lui, dal canto suo, continua a ripetere che quello del prossimo 5 novembre è un voto referendario “di fatto – ribadisce – vi troverete a scegliere tra passato e futuro“.

Chi si aspettava un comizio dovrà portare pazienza, quello è previsto per il prossimo 3 novembre, quando il fondatore del movimento chiuderà la campagna elettorale proprio dal capoluogo. È un attimo. E Grillo è già su un taxi, lontano da giornalisti e simpatizzanti. Resta Cancelleri, che prosegue la sua campagna elettorale, ma è schermato anche lui. Resta il tempo per un commento al confronto tra candidati che si è tenuto questo pomeriggio dal salotto di Lucia Annunziata. “Musumeci sugli impresentabili in corsa a suo sostegno mi è sembrato Scajola. Vi ricordate? Quello che aveva comprato casa a sua insaputa“.

Si chiude così il Palermoday penta stellato, partito questa mattina con Giampiero Trizzino e Luigi Di Maio dal porticciolo della Bandita a Palermo.

C’è il bambino che vuole salutare Di Maio, il panettiere che lo invita nel suo laboratorio, il pescivendolo che non nasconde gli occhi lucidi nell’avere l’opportunità di raccontare le sue fatiche quotidiane a chi dovrà guidare i cinque stelle alle politiche del 2018. Attorno a Luigi di Maio e al Movimento di Beppe Grillo c’è l’entusiasmo della gente, quella che non si appassiona più al dibattito tra destra e sinistra e che ammette che se non ci fosse stato Cancelleri non sarebbe andata a votare. Il porticciolo della Bandita si riempie in fretta, i pescatori hanno voglia di raccontare, di raccontarsi. Le fatiche di ogni giorno accanto ai problemi legati all’inquinamento. “Sono quarant’anni che voto – ammette un pescatore davanti alle telecamere – prima destra, poi sinistra. E non è mai cambiato niente. Oggi voglio dare una possibilità a loro. Nella speranza che loro ne diano una a noi e alla nostra terra”.

Il mini tour si sposta poi a Villa Giulia, dove Di Maio e Giampiero Trizzino, già presidente della quarta commissione all’Assemblea Regionale, designato assessore al Territorio in caso di vittoria, incontrano le giovani famiglie intente a correre dietro ai loro bambini in una mite domenica autunnale. Hanno un cicerone d’eccezione, in questa seconda tappa: è Aurelio Angelini, docente universitario, storico ambientalista palermitano e presidente della Fondazione Unesco in Sicilia, che non nega la simpatia verso i Cinque Stelle.

La tappa di villa Giulia è breve, poi si torna in strada, dove qualche mal di pancia serpeggia tra i passanti. “A ora di elezioni – commenta un passante che incrocia la strada di Di Maio – tutti qua in Sicilia sono”.

Cambia l’aria entrando invece all’Orto botanico, dove è in corso la mostra mercato Zagara d’autunno. Qui, tra una pianta di buganvillee, una di salvia e una lavanda, la borghesia palermitana è decisamente più tiepida rispetto al calore della costa sud della città. La gente si gira, riconosce perfettamente Luigi di Maio e il suo corteo, ma nella maggior parte dei casi si interessa più al prezzo delle piante che ai costi della politica da tagliare. Prima di immergersi tra il verde dell’Orto, però, è il momento di tornare indietro e pagare il biglietto d’ingresso, inizialmente dimenticato tra un saluto e una presentazione.

Lungo i viali che conducono alla vasca a forma di sole, un tempo il centro dell’Orto botanico, è un borbottio continuo. “Guarda, è quello che dovrebbe diventare il premier”. “Lui mi sembra in gamba – accenna una passante -, a me piace sto ragazzo”. Qualcuno riconosce Angelini, ma si guarda bene dall’esprimere la propria opinione de visu. Eppure appena il corteo al seguito di Di Maio si allontana, si sente sottovoce: “Ha detto peste e corna dei Cinque Stelle, ora è diventato Cinque Stelle”. “Guarda – dice un ragazzo, stringendo la mano della fidanzata – è Luigi Di Maio, il futuro premier, lo vuoi salutare?”.

“Ah, ma è Di Maio – commentano invece due ragazze sulla ventina, con un velo di delusione -. No, è che me lo aspettavo più alto”.

A fare da cicerone al gruppo, al fianco di Angelini, è Silvano Riggio, che snocciola la storia dell’Orto botanico davanti a un Di Maio affascinato, tra bambù e ficus secolari.

Il tempo stringe. E Palermo è grande. I collaboratori insistono perché Di Maio torni al pulmino, mentre Riggio continua a inanellare aneddoti su quel giardino delle meraviglie che conosce come le sue tasche.

C’è un programma elettorale di Cancelleri buttato a terra. Di Maio si ferma e lo raccoglie. L’orto botanico non si sporca. E una campagna elettorale si rischia di vincerla (anche) così. Non lasciando nulla al caso.

ELEZIONI SICILIA – BEPPE GRILLO A PALERMO PER SOSTENERE IL CANDIDATO GOVERNATORE CINQUESTELLE GIANCARLO CANCELLERI

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Domenica 29 ottobre 2017

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