Renzi: “Fava stai sereno, vince Micari”

Matteo Renzi alla fine dalla Sicilia c’è passato. Certo, senza il treno, ma è passato. Aveva scelto Palermo. E poi invece è stata Catania. La piazza? Nemmeno a parlarne, la saletta di un hotel che conta poco meno di 200 posti a sedere. Le domande dei cronisti? Anche no. Dopo l’iniziativa pubblica, Renzi resterà, comunicano dall’ufficio stampa, “in una saletta predisposta alle interviste”, dove i giornalisti “entreranno uno alla volta e per un tempo massimo di 3 minuti”. Il segretario dem si lascia andare a un paio di battute durante l’intervento di Micari: “Salvini resterà una settimana in Sicilia? Pur di non andare al Parlamento Europeo, farebbe qualunque cosa”.

I famosi nemici ra cuntintizza? “Ragazzi, viene fuori un hashtag perfetto”. Applausi dalla saletta. Renzi introduce Fabrizio Micari definendolo un candidato che “può arrivare a governare sapendo dove mettere le mani. Perché poi, diciamolo, quelli che urlano e si affidano al primo che passa, magari per 5 giorni pensano di aver fatto chissà che, ma poi per 5 anni si mangiano le mani”. Il riferimento è alle alte possibilità di vittoria di Giancarlo Cancelleri, che Renzi non nomina mai, ma ecco pronto il parallelismo con la Capitale, guidata da Virginia Raggi: “L’hashtag dei romani è mannaggia”.

“Se metti persone che non hanno competenza o preparazione, i risultati li vedi per 5 anni. Anche per questo competenza, onestà, visione internazionale qui in Sicilia per me hanno un solo nome, Fabrizio Micari”.

Dopo l’intervento del rettore, a chiudere è ancora una volta l’ex premier, che avvisa il suo pubblico: “A tutti quelli che dicono che bisogna dare un segnale e votare a sinistra in questa Regione, voglio dire che il 6 novembre la Sicilia si sveglia con un presidente di destra, perché a forza di scegliere la sinistra più radicale, vince la destra. È andata così in tanti momenti della storia. Dite che il voto utile è il modo più di sinistra per essere credibili e coerenti”. Davide Faraone fa partire l’applauso, ma Renzi aggiunge “c’è anche un’anima democristiana. E lo voglio dire con molta chiarezza. Io credo che , tra l’estremismo e il populismo, la saggezza dei vostri padri democristiani, che in Sicilia hanno avuto una grande storia, sa perfettamente che quando c’è una persona saggia e moderata è sicuramente meglio che non affidare il voto nel buio”.

Appena qualche ora prima, Claudio Fava in una nota aveva lanciato la provocazione: “Accettiamo scommesse: nella sua microcampagna elettorale in Sicilia (a piedi, in attesa della ‘cura del ferro’ promessa da Micari), azzardiamo ciò che oggi dirà Renzi a Catania, la stessa cosa ripetuta da tutti i suoi ministri come uno scongiuro: ‘Non votate Fava!’. È l’unico punto nel programma di governo del PD per la Sicilia. Ogni volta che lo ripetono cresce il consenso verso di noi. E li ringrazio”. Per questa volta a vincere la scommessa sembra essere stato proprio il vicepresidente dell’Antimafia.