Caso Tari: “Orlando, siamo al solito. Decidi sempre da solo”

Bocciatissimi, sono assolutamente contrario a questi bollini”: così Mario Attinasi, presidente di Confesercenti, battezza l’iniziativa del Comune di Palermo Io pago la Tari.

Un provvedimento dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile che prevede l’esposizione di un logo predisposto per tutti i commercianti in regola col pagamento della tassa comunale sui rifiuti. Si tratta di un’immagine personalizzata che sarà rilasciata ogni anno e inviata al cassetto tributi virtuale del quale l’amministrazione caldeggia l’apertura. Per effettuarla i commercianti dovranno registrarsi al Portale dei servizi online del Comune di Palermo servizionline.comune.palermo.it.

Una misura che però, come si diceva, non è piaciuta a tutti: “Una gogna mediatica – rincara la dose Attinasi – siamo esterrefatti. Avevamo chiesto una condivisione con l’amministrazione su questo tipo di provvedimenti legati al commercio. Non c’è stata. Visto, poi, che non si tratta di evasori occasionali, ma è un 70% delle attività commerciali che, almeno a detta del Comune, non paga, allora evidentemente è un fenomeno sociale e deve essere trattato in quanto tale”.

Attinasi ha una sua personale visione sulle misure da adottare per ridurre l’evasione: “Si potrebbero valutare delle rateizzazioni – ipotizza il rappresentante dei commercianti – o si potrebbe considerare l’istituzione di un fondo di solidarietà. Quello del Comune – dice – mi sembra invece un atteggiamento persecutorio che non fa bene a nessuno e non possiamo condividerlo. Con l’amministrazione abbiamo percorso tante strade insieme, ma certamente non possiamo farlo in questo caso”.

Il fronte dei contrari all’iniziativa del Comune non annovera soltanto Attinasi. Anche il leader dei Coraggiosi Fabrizio Ferrandelli l’ha criticata duramente: “Liste di proscrizione? Il Comune preferisce ‘sporcare’ le persone piuttosto che pulire la città – è la dichiarazione dell’ex deputato regionale – La città è invasa dai rifiuti, il Comune, invece di provvedere a ripulire le strade, prepara e diffonde una lista con i morosi”. Ieri, in Consiglio comunale, Ferrandelli ha consegnato ai consiglieri in segno di provocazione degli adesivi che riprendono lo slogan del Comune, modificandolo sarcasticamente: Io pago la Tari, tu pulisci la città.

“Ognuno deve fare la propria parte, ma il Comune disattende il pagamento con la mancata pulitura – precisa Ferrandelli, che suggerisce la propria ricetta per superare . “Piuttosto che compilare liste, sarebbe stata utile organizzare una task force con le associazioni di categoria per capire come intervenire a sostegno dei commercianti e dilazionare i loro debiti soprattutto in momenti di crisi nera come questa”. Il consigliere comunale arriva a mettere in dubbio la veridicità delle stesse liste: “Non sono nemmeno certo offrano spaccati reali”, dice. E rivela: “Tra i morosi compare anche il mio nome, ma in realtà  avanzo 114 euro dal comune per la Tari 2014 e pochi giorni fa ho ricevuto un rimborso di 900 euro perché ho versato maggiori tributi. Eppure nell’elenco vengo iscritto per 74 euro del 2015 – conclude – Nonostante abbia pagato correttamente i bollettini inviatimi dall’ufficio Tari”.

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