Aspettava un segnale di interesse. E alla fine quel segnale è arrivato. Nello stesso giorno in cui Giancarlo Cancelleri incassa il niet dai funzionari dell’Osce, che questa mattina dall’hotel Villa Igiea di Palermo hanno confermato che non vigileranno sulle elezioni regionali in Sicilia, è Rosario Crocetta a rendere noto il contenuto della lettera di Minniti, in risposta alla sua missiva della scorsa settimana. Minniti comunica al governatore uscente di aver chiesto ai prefetti “di promuovere un rafforzamento dell’attività di controllo e di seguire, con la massima attenzione, le varie fasi del procedimento elettorale”.
“Nella nota – sottolinea Crocetta, che si ritiene soddisfatto per l’attenzione dedicata da Minniti alla vicenda – il ministro fa riferimento al fatto che le organizzazioni criminali, specie in contesti territoriali in cui risultino particolarmente radicate, puntino a condizionare lo svolgimento e risultati delle competizioni elettorali sia al fine di dimostrare, anche in questo delicato ambito, la propria pervasiva presenza sul territorio, sia per potersi infiltrare, con lo scopo di perseguire con maggiore efficacia i propri fini illeciti, nel governo della cosa pubblica”.
“L’azione di controllo sugli organi degli enti locali da parte dei prefetti – si legge ancora nella missiva di Minniti – ha permesso di far venire in rilievo che sovente le più aggressive forme di infiltrazione della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali traggono origine da accordi basati sul voto di scambio raggiunti già in occasione delle consultazioni elettorali”.
Insomma, “anche alla luce – sottolinea Minniti – dei pericoli paventati dal presidente della Regione”, viene elevata al massimo “la cornice di sicurezza” già prevista per il 5 novembre: verranno integrate  azioni di controllo e presidio del territorio “volte a prevenire possibili interferenze della criminalità sull’esercizio del diritto di voto”.
Quel segnale di interesse auspicato da Crocetta, infine, è arrivato. Ma Minniti non manca occasione, nella lettera rivolta direttamente al primo inquilino di palazzo d’Orleans, di sottolineare che “tali iniziative non potranno, in ogni caso, prescindere dalla collaborazione dell’amministrazione regionale, cui compete la gestione di tutte le fasi del processo elettorale”. Un appunto che non lascia molto spazio all’interpretazione: le prefetture daranno una mano. Ma ogni eventuale guaio, insomma, resta nella piena responsabilità della Regione.