Violante: “L’unica certezza è che Fava non vincerà”

È il giorno di Micari e della sua first lady. La campagna elettorale per oggi può attendere. Non che il rettore in aspettativa non sia impegnato a tener fede all’agenda politica, attenzione. Ma questo pomeriggio alle 18 lui e Giusy Lenzo si scambieranno le promesse davanti a invitati e testimoni (e con ogni probabilità a un cospicuo numeri di fotografi e giornalisti) e anche le iniziative elettorali, almeno per oggi, finiscono col profumare di fiori d’arancio. 

Il quartier generale con vista sul salotto buono della città, il comitato al numero 12 di via Libertà, è un susseguirsi di auguri e congratulazioni al novello sposo. In attesa che arrivi l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, c’è chi ironizza sulla possibilità di improvvisare un addio al celibato-lampo per il promesso sposo.

E quando l’ilarità si arresta sulle note dell’autoblu di Violante, ecco che il già primo inquilino di Montecitorio fa capolino dallo sportello della macchina imbracciando un mazzo di rose bianche e mughetto, da consegnare alla sposa “per interposta persona” sottolinea Micari, visibilmente emozionato.

“In realtà – ammetterà il rettore di lì a breve, a margine della presentazione del libro di Violante,  Democrazie senza memoria‘ – la campagna elettorale non si ferma neanche oggi. Non solo questa mattina, ma nel pomeriggio ho anche un’intervista per Floris“. 

Insomma, neanche un giorno di stop. “Diciamo che c’è un break – prosegue Micari – che inizia alle 17 e finisce la notte. E domani mattina si ricomincia, abbiamo già una serie di impegni, però abbiamo voluto fortemente questo, perché l’idea è che se il 5 novembre comincia una nuova vita, questa nuova vita si comincia insieme”.

Ma finita la pagina rosa, “si torna alla vita” scriveva Calvino. E la vita di Fabrizio Micari coincide con la campagna elettorale, almeno per i prossimi 10 giorni. “Mi dispiace – ammette Luciano Violante – che il mio amico Claudio Fava, persona che stimo e che rispetto, sia sceso sul terreno della divisione a sinistra piuttosto che dell’unità a sinistra. Credo che gli elettori debbano riflettere su questo perché la persona è certamente perbene, però un voto lì non è un voto per chi vince”. Insomma, secondo Violante, “se una cosa è certa, è che Fava non può vincere. Però è un voto che può far perdere. Questo credo che sia grave. Qui c’è un futuro, dall’altra parte c’è il passato”.

Micari, dal canto suo, torna sul tema dell’uso “manipolatorio dei sondaggi”. Attaccando ancora una volta la stampa, rea di parlare di sondaggi “come se fossero verità assolute”. Secondo il candidato alla presidenza della regione col centrosinistra equivarrebbe a fornire “una falsa notizia. Non entro in altri aspetti legati alla macchina del fango, perché quella è l’altra parte del declino dell’onestà”.

Di declino dell’onestà parla anche Violante, secondo cui “una forma nuova di disonestà è quella di chi va a esercitare il potere senza le capacità per farlo”. E non nemmeno l’unica stilettata rivolta all’universo pentastellato. “Abbiamo già visto la Raggi all’opera – ammette Violante ai cronisti – non vorrei che ci fosse un altro caso in Sicilia, francamente ne basta uno”. E ancora, a proposito del rischio inquinamento di voto in Sicilia e della richiesta di intervento da parte dell’Osce: “Io manderei l’Osce a Roma, per vedere cosa succede lì”.

Non le manda a dire, infine, nemmeno a Musumeci, che qualche giorno fa lanciava un appello agli elettori della sinistra: “Devo dire che capisco le difficoltà in cui si trova l’onorevole Musumeci – conclude Violante – però mi è sembrato un gesto un po’ disperato”.

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