Perché Musumeci non è ancora presidente

Musumeci resta in testa, ma le previsioni del voto a Palermo, Catania e Messina dicono che Cancelleri è ad un passo dal leader della destra. E vediamo i favoriti per un posto all’Ars…

I sondaggi sembrano essere schiaccianti. Demopolis, Piepoli, Index Research, Keix: cambiano le domande, cambiano i dati in termini percentuali, ma l’esito dei pronostici elettorali è pressoché invariato. Tutti gli istituti di statistica danno in netto vantaggio Nello Musumeci (in alcuni sondaggi quotato sopra il 40 per cento) e Giancarlo Cancelleri, con Micari e Fava fanalini di coda, a spintonarsi per la medaglia di bronzo.

Eppure nelle segrete stanze il leitmotiv resta invariato: «non sottovalutate le liste», ripetono dirigenti e funzionari di partito, convinti che la partita sia tutt’altro che chiusa. E in effetti, conti alla mano, la partita potrebbe essere ancora apertissima. E un ruolo determinante sarà davvero giocato dagli indecisi e dal voto disgiunto, che a questo giro potrebbe incidere più che in altre tornate elettorali.

Nel collegio di Palermo i seggi da assegnare sono complessivamente 16. Provando a guardare in prospettiva, anche alla luce dell’andamento dell’intera campagna elettorale, è possibile ipotizzare che cinque seggi potrebbero scattare per la lista dei pentastellati siciliani, tre per Forza Italia, due al Partito Democratico e all’Udc e un seggio ciascuno rispettivamente alle liste Cento Passi, Centristi per Micari/Ap, Sicilia Futura, Diventerà Bellissima. Al netto di sorprese (la lista dei Popolari e Autonomisti, pur essendo forte a Palermo, sembra in bilico a livello regionale), le altre liste difficilmente potrebbero raggiungere lo sbarramento del 5 per cento.

In ogni caso, tradotto in seggi per schieramento, significherebbe sei deputati per Musumeci, cinque per il Movimento di Beppe Grillo, quattro per Micari, uno per Fava. Numeri che confermano il testa a testa tra il candidato del centrodestra e il leader pentastellato, ma che non vedono poi un distacco così netto dal rettore dell’Ateneo palermitano. Che comunque incasserebbe tre deputati in più rispetto a Fava.

La partita in casa forzista potrebbe giocarsi tra il commissario regionale, Gianfranco Micciché (su cui starebbe confluendo il consenso di molti tra i big azzurri), Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona e Marianna Caronia.

In casa dem la partita sembra essere piuttosto chiusa sull’assessore uscente all’Agricoltura, Antonello Cracolici, e il vicepresidente dell’Assemblea, Peppino Lupo. In casa Cinque Stelle i più quotati sono gli uscenti Giampiero Trizzino e Salvatore Siragusa, insieme a Carmela Trifirò, Giovanni Callea e Alì Listì Maman. Nella lista Cento Passi è testa a testa tra il portavoce di Sinistra Comune, Luigi Carollo, e i deputati uscenti Mariella Maggio e Pino Apprendi, mentre in casa Ap è dato per favorito Francesco Paolo Scarpinato. Tra gli uomini di Cardinale è testa a testa tra Edy Tamajo e Salvo Lo Giudice, mentre in casa Diventerà Bellissima il favorito è Alessandro Aricò. Tra le fila dello scudo crociato si lavora per cercare di far scattare due seggi (resta sempre l’incognita della lista dei Popolari, in cui corre Toto Cordaro), ma in ogni caso i favoriti sono Vincenzo Figuccia e Pietro Alongi.

Anche nel collegio di Catania, dove i seggi previsti dalla legge elettorale sono in tutto 13, il distacco sembra non essere poi così definitivo. Potrebbero scattare cinque seggi alla coalizione di Musumeci, quattro per Cancelleri, tre per Micari e uno per Fava. Tra le liste di destra, potrebbero scattare due seggi a Forza Italia (favoriti Marco Falcone e Alfio Papale), due in Diventerà Bellissima (favorito l’omonimo del candidato alla presidenza, Antonino Musumeci, insieme a Giuseppe Arena e Giuseppe Zitelli); e uno all’Udc (potrebbe andare ad Alfio Barbagallo). I quattro seggi ai pentastellati potrebbero andare agli uscenti Gianina Ciancio, Angela Foti, Francesco Cappello e José Marano; mentre nella squadra di Micari il Pd rischia di veder scattare un solo seggio (lì i big sono due, Luca Sammartino e Anthony Barbagallo), come per Sicilia Futura (il favorito è Nicola D’Agostino) e Alternativa Popolare (il capogruppo uscente Marco Forzese sarebbe in pole position). Un seggio, infine, potrebbe andare alla lista Cento Passi, dove ad essere favoriti sono Danilo Festa e Valerio Marletta.

Otto, in tutto, i seggi previsti per il collegio di Messina, dove tre scranni potrebbero scattare a destra, due rispettivamente al centrosinistra e ai Cinque Stelle e uno a sinistra. Fortissima in quel collegio la lista di Forza Italia, che vede in corsa Nino Germanà, il figlio di Francantonio, Luigi Genovese, Santi Formica e Bernadette Grasso. I forzisti potrebbero incassare due seggi, mentre il terzo potrebbe scattare per Cateno De Luca, candidato nell’Udc. Sul fronte Micari, i favoriti sembrano il presidente uscente dell’Assemblea, Giovanni Ardizzone (Centristi/Ap) e il deputato dem Giuseppe Laccoto. In casa pentastellati, ecco la deputata Valentina Zafarana, mentre resta aperta la partita sul secondo scranno. Per la lista Cento Passi, infine, la più quotata sembra essere Raffaella Campo.

«Non sottovalutate le liste», si ripete dai quartier generali dei candidati. In effetti, conti alla mano, Musumeci resta in vantaggio, ma la partita si giocherà al photofinish. E l’esito delle urne, a meno di due settimane dal voto, è tutt’altro che scontato.

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