Fabrizio Miccoli condannato per estorsione

Fabrizio Miccoli, ex calciatore nonché capitano del Palermo, è stato condannato a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata. Secondo la procura avrebbe incaricato il suo amico Mauro Lauricella, figlio del presunto boss della Kalsa Antonino, di recuperare circa 12 mila euro che un ex fisioterapista del Palermo, Giorgio Gasparini, anch’esso amico dell’attaccante rosanero, avrebbe dovuto avere da un imprenditore per una vicenda legata alla gestione della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine.

Dopo la richiesta del pm Maurizio Bonaccorso di archiviazione del fascicolo, lo scorso maggio il gip Fernando Sestito ha invece disposto l’imputazione coatta nei confronti di Miccoli, con una richiesta di condanna per 4 anni di carcere. Mauro Lauricella era invece stato assolto dall’accusa di estorsione e condannato per violenza privata aggravata dal metodo mafioso.

Il gup Walter Turturici ha quindi condannato a tre anni e mezzo Fabrizio Miccoli con l’accusa di estorsione aggravata. Basito Giovanni Castronovo, avvocato dell’ex attaccante del Palermo, secondo cui “la sentenza è in totale disaccordo con quanto ha già stabilito il Tribunale di Palermo. Siamo al paradosso che viene condannato il presunto mandante di un’estorsione, mentre il presunto esecutore è stato assolto da questa accusa. Quindi per il Tribunale non c’è stata estorsione e per il Gup sì”. L’avvocato ha annunciato che ricorrerà in appello non appena saranno rese note le motivazioni della condanna.

L’amicizia tra il figlio del presunto boss e il calciatore è stata al centro delle investigazioni della Dia tra il 2010 e il 2011, quando il cellulare di Mauro Lauricella era tenuto sotto controllo dagli investigatori che stavano cercando il padre Antonino, allora latitante. La frase “quel fango di Falcone” detta dal capitano del Palermo proprio in una delle intercettazioni telefoniche, fece di fatto terminare la sua carriera di attaccante rosanero.  Miccoli, che ha sempre negato di essere a conoscenza delle parentele dell’amico, si congedò dalla città con una conferenza stampa in cui, in lacrime, si scusava per la vicenda.

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