Incontro tra Assoconfidi e i candidati alle prossime elezioni regionali

Incontro tra Assoconfidi, l’associazione di categoria che riunisce il 95% dei confidi siciliani, e i candidati in corsa per le elezioni regionali del 5 novembre. Si è tenuto martedì scorso, presso la Camera di Commercio di Palermo ed Enna, per confrontarsi su alcuni temi caldi dell’economia isolana, come la stretta al credito, la crisi economica, la riforma del settore e le condizioni in cui si trovano a operare le micro e piccole-medie imprese.

Presenti Giancarlo Cancelleri, il candidato governatore per il M5S, Gaetano Armao per la coalizione di centrodestra guidata da Nello Musumeci e Pino Apprendi, indicato dalla lista di Claudio Fava. Assenti, per impegni pregressi già comunicati, il candidato Roberto La Rosa del movimento “Siciliani Liberi” e Fabrizio Micari, il candidato alla Presidenza della Regione del centrosinistra. A moderare il dibattito, il giornalista del Sole-24 Ore Nino Amadore.

“L’obiettivo dell’incontro – ha precisato il presidente di Assoconfidi Sicilia, Vito Rinaudo – voleva essere quello di mettere i futuri interlocutori politici della Regione Siciliana davanti alla drammatica situazione nella quale versano il comparto e le micro e piccole-medie imprese (M-Pmi), pretendendo finalmente risposte precise». A tal proposito, l’associazione di categoria ha individuato e condensato preoccupazioni, richieste e priorità in un documento che poi ha provveduto a consegnare ai candidati e alle rispettive coalizioni politiche.

I punti principali sui quali i relatori hanno preso pubblicamente impegni ben precisi e che saranno oggetto di verifica a 100 giorni dalle elezioni sono stati, tra gli altri, il rifinanziamento dei confidi attraverso la patrimonializzazione dei fondi rischi; l’attuazione della limitazione – già prevista dalla legge Bassanini del 1996 – alle sole controgaranzie, per il finanziamento alle imprese siciliane, del Fondo Centrale di Garanzia presso MCC (MedioCredito Centrale S.p.A.) o, quantomeno, limitare l’intervento di detto Fondo alle operazioni di importo pari o inferiore a 150.000 euro; quindi, procedere all’accorpamento di Irfis, Crias e Ircac per farne un unico soggetto di riferimento.

“Apprezziamo queste aperture da parte dei futuri interlocutori della politica regionale – ha aggiunto Rinaudo – ma non diamo nulla per scontato poiché la stessa politica regionale ci ha abituati a essere molto prudenti. Non è un caso che nel corso di questa legislatura in scadenza abbiamo registrato la totale assenza di interventi a favore del comparto. Che poi – ha concluso – vuol dire assenza di sostegno alle nostre imprese che dovrebbero muovere l’economia. Serve pianificare e programmare, in maniera strutturale e non contingente, una volta per tutte”.

(nella foto da sinistra a destra: Gaetano Armao, Vito Rinaudo, Giancarlo Cancelleri, Nino Amadore, Pino Apprendi)

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