Gli studenti e la buona alternanza scuola lavoro

Gli studenti sono tornati in piazza, forse prima degli altri anni, con gli slogan “no allo sfruttamento”, “no alla schiavitù”, contestando l’alternanza scuola lavoro prevista dalla legge 107 del 2015.

La legge 107, la così detta “Buona Scuola” ha introdotto l’obbligo di 200 ore da svolgere per gli studenti, sotto la vigilanza e responsabilità della scuola frequentata, presso associazioni enti etc., in assetto lavorativo non retribuito.

Leggevo una osservazione di un pedagogista che diceva che se un uomo dell’800 fosse catapultato ai giorni nostri resterebbe di stucco trovando auto, uffici, bancomat etc. Ma se entrasse in una scuola saprebbe dove si trova dai banchi, dalla lavagna, dai libri, dai quaderni… La scuola italiana è rimasta immutata ed ancora ci sono resistenze all’uso dei tablet e dei computer nella didattica.

La scuola del ‘900 preparava al lavoro in una società classista e poco industrializzata, oggi il mercato del lavoro richiede delle competenze diverse. Secondo la Banca Mondiale nei prossimi dieci anni entreranno nel mondo del lavoro un miliardo di giovani ma il 60% di questi lavori sono assolutamente nuovi.
C’è una fortissima disoccupazione giovanile e c’è un forte disequilibrio (mismatch) fra domanda e offerta. E sicuramente questo è in parte dovuto al mancato collegamento tra scuola e lavoro. Per questo, in Francia, in Spagna e in Germania l’alternanza scuola lavoro c’è, con modalità di attuazione diverse, da tempo.


Comparando dei dati, per esempio, con la situazione in Germania non si può non riflettere: la disoccupazione giovanile (19-29 anni) è il 31,6% in Italia, in Germania il 6,9%. I giovani che fanno apprendistato in Italia sono il 3,7%, in Germania il 22,5 % (fonte Eurostat). Certo, la maggiore capacità di occupazione in Germania non deriva solo dalla alternanza scuola lavoro. Ma in qualche modo aiuta a ridurre il peso della disoccupazione giovanile attraverso il miglioramento delle “soft skills” nei giovani.

Le soft skills sono le capacità di pianificare e organizzare, di essere intraprendente ed avere spirito di iniziativa, di confronto e di ascolto, che permettono di trovare le migliori soluzioni ai problemi (problem solving), la disponibilità a lavorare in team. E, ove possibile, la capacità di crearsi una leadership per cercare di condurre, motivare, trascinare gli altri. [Leggi tutto]


GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

Manifestazione di studenti medi e universitari a Palermo, scesi in piazza per protestare “contro le politiche predatorie…

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Venerdì 13 ottobre 2017

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