Saverio Romano, veleno contro i pontieri. E accuse all’amico di un tempo…

Tra liste escluse e “analisi del sangue” dei candidati, un nuovo filone di polemiche accende la campagna elettorale per le regionali del 5 novembre, centrata sinora più su come scansare il fuoco amico che sulla contrapposizione con gli avversari.

Il primo missile sul campo avverso arriva dalla trincea di Saverio Romano. E il bersaglio, seppure ufficialmente diplomaticamente celato, ha un’identità precisa. “Abbiamo assistito nei vari governi Crocetta al lavoro instancabile di pontieri che hanno portato in dote al Governatore deputati eletti nello schieramento avverso. E la stessa operazione vorrebbero fare adesso, perché sentono vicina la vittoria di Musumeci e intendono assicurarsi per il futuro posizioni di privilegio”.

Un missile terra – terra che intende stroncare sul nascere una trattativa che, secondo il leader di Cantiere Popolare, avrebbe già un suo prologo nei tanti candidati seguaci di Fabrizio Micari che sarebbero certi di un posto al sole anche in caso di sconfitta. Dura un attimo il mistero sull’identikit del pontiere, il riferimento è all’ex ministro Salvatore Cardinale. E la conferma arriva dal sorriso sornione con cui Romano glissa sul nome del compagno nella Dc che fu, oggi l’unico nel centrosinistra in grado di attrarre personalità e consenso ai confini tra i due schieramenti.

“E comunque sarà tempo perso – aggiunge Saverio Romano – perché non solo Musumeci vincerà le elezioni ma potrà contare su una maggioranza solida che garantirà governabilità”.

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