Orient Express, re dei treni e treno dei re, congiunse l’Europa della Belle Epoque

È il treno più famoso del mondo, su cui viaggiano monarchi e miliardari, stelle dello spettacolo e capitani d’industria, diplomatici e spie. È il simbolo di un’epoca, di romanticismo, di sfarzo e di potere. Bestseller e film ne consacrano il mito. L’Orient Express evoca lusso, avventura, esotismo e l’Europa della Belle Epoque.

Orient Express, Londra - CostantinopoliViene inaugurato il 4 ottobre 1883, con un itinerario che dalla Gare de l’Est di Parigi giunge a Giurgiu, in Romania, vicino al confine bulgaro, attraverso Strasburgo, Vienna, Budapest e Bucarest. Per la prima volta un treno veloce, per l’epoca, collega l’europa occidentale con quella orientale. L’Express d’Orient è inizialmente composto da quattro carrozze per i bagagli, due vagoni letto solo di prima classe, un vagone ristorante e trasporta circa cinquanta passeggeri. Da Giurgiu si prosegue in piroscafo via Danubio e Mar Nero fino a Costantinopoli, per un tragitto totale di 80 ore.
L’Orient Express diventa subito il treno passeggeri a lunga distanza più esclusivo e prestigioso della Compagnie Internationale des Wagons-Lits, fondata nel 1876 da Georges Nagelmackers, proprietario della più antica banca del Belgio. Da giovanissimo, il giovane banchiere aveva viaggiato a lungo negli Stati Uniti, apprezzando i servizi delle sfarzose carrozze ferroviarie realizzate da Georges Pullman, colui che aveva inventato i viaggi di lusso su rotaie.
Nel 1889 il treno viene instradato da Budapest via Belgrado e Sofia e, per la prima volta, l’albergo di lusso viaggiante giunge da Londra al capolinea nella mitica stazione di Sirkeci, a Costantinopoli, in meno di 70 ore, senza che ai viaggiatori siano imposti trasbordi sul battello. Il re Ferdinando di Bugaria, concedendo il permesso di transito della linea attraverso il suo regno, ottiene di poter guidare egli stesso il locomotore. Il passare degli anni e dei passeggeri consolida la reputazione dell’Orient Express, per l’ambiente di lusso (arredi Art Deco, legni intarsiati, abat-jour a forma di tulipano) e l’ottimo servizio: cucina raffinata, posate d’argento, tovaglie damascate, bicchieri di cristallo, personale delizioso, pianista di sottofondo.

I percorsi ferroviari dell'Orient Express dal 1883
Il “Train Express d’Orient” fu inaugurato il 4 ottobre 1883 dalla compagnia Wagons Lits per congiungere l’Europa occidentale con quella orientale, da Londra e Costantinopoli. Nel tempo si aggiunsero altre linee, attraverso i trafori del Sempione e dell’Alberg

Nel 1906, con l’apertura al traffico del tunnel del Sempione (Simplon), si inaugura un percorso alternativo, via Parigi-Losanna-Milano-Venezia. Il Simplon Orient Express tra Parigi e Costantinopoli dal 10 aprile 1919, ha carrozze da Calais e diramazioni per Bucarest e Atene.
È “il re dei treni, il treno dei re”. L’Orient Express non è solo passato alla storia, ma ha fatto la storia. Nella carrozza 2419, in sosta presso Compiégne, in Piccardia, viene firmato l’armistizio della Prima Guerra Mondiale che impone pesanti condizioni alla Germania. Era il novembre del 1918. Nel 1940, dopo aver occupato la Francia, Hitler impone che la resa dei francesi sia firmata a bordo della stessa carrozza.
Un nuovo percorso, l’Alberg Orient Express, si aggiunge nel 1920, utilizzando per la tratta Parigi-Vienna via Zurigo e Innsbruck il traforo ferroviario dell’Alberg tra Svizzera e Austria. Agatha Christie scrive nel 1929 il fortunatissimo “Assassinio sull’Oriente Express” che aggiunge fama al treno come teatro di intrighi amorosi e misteriose trame da romanzo giallo. Il miglior tempo di percorrenza Parigi-Costantinopoli scende a 57 ore nel 1930.

La Seconda guerra mondiale provoca l’interruzione del servizio, che riprende nel 1946. Nelle repubbliche popolari dell’Europa orientale le carrozze non sono più soltanto di lusso, vengono aggiunte quelle di seconda classe e l’Orient Express diventa in quelle tratte un normale treno passeggeri. La Guerra fredda fa sentire i suoi effetti e i collegamenti alternativi diventano Simplon Express e Alberg Express, perdendo l’Orient dal nome e fermandosi rispettivamente a Zagabria e Vienna. L’Orient Express via Strasburgo si ferma a Budapest. Le corse verso Istanbul si diradano, si riducono a una corsa settimanale “Direct Orient” da Calais via Milano-Belgrado, che non usa più la parola Express poiché le 56 ore impiegate non hanno nulla di espresso nell’era dei trasporti moderni ad alta velocità. Nel 1971 la compagnia Wagons Lits cessa di gestire il servizio e dismette o vende le sue carrozze alle ferrovie nazionali, continuando a fornire il personale. Nel 1977 cessano i collegamenti con Istanbul. Le tratte si riducono e le corse vengono cancellate definitivamente nel 2009.

Il nome dell’Orient Express sopravvive ancora soltanto in servizi di viaggio di gran lusso per turisti, con carrozze d’epoca della Compagnie des Wagons Lits, perfettamente restaurate. È tutto ciò che resta della magia e lo sfarzo di un’epoca.

Orient Express Restaurant, Istanbul
La stazione di Sirkeci è il principale scalo ferroviario di Istanbul e si trova nella parte europea della città. Fu inaugurata nel 1890 come capolinea dell’Orient Express, sotto il sultanato di Abdul Aziz.

Timeline del 4 ottobre – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro 

1582 – Papa Gregorio XIII introduce il calendario Gregoriano. In Italia, Polonia, Portogallo e Spagna, il 4 ottobre di questo anno verrà seguito direttamente dal 15 ottobre, saltando 10 giorni
1883 – Prima corsa dell’Orient Express
1933 – Primo numero della celebre rivista Esquire
1957 – Lancio dello Sputnik 1, il primo satellite artificiale ad orbitare attorno alla Terra
1964 – Il Presidente del consiglio Aldo Moro inaugura l’Autostrada del Sole
1965 – Papa Paolo VI è il primo papa a fare visita ufficiale negli Stati Uniti

I NATI OGGI 

1818 – Francesco Crispi, patriota e politico
1946 – Susan Sarandon, attrice e produttrice cinematografica statunitense
1953 – Andreas Vollenweider, arpista svizzero
1959 – Sandy Marton, cantante croato

 

 

 

 

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Dario Fidora

Direttore editoriale