Raccolta differenziata e compostaggio rifiuti, Governo Sicilia incapace di gestire l’emergenza

Che il governo Crocetta sia stato contrassegnato sin dal suo debutto da roboanti affermazioni seguite da striminzite azioni è un palmare dato di fatto. Il sindaco di tutti i siciliani, come amò definirsi nella campagna elettorale di cinque anni fa, dimenticò presto la promessa e ai tanti problemi sollevati da una regione “ultima” per definizione ha preferito le passerelle da autocelebrato primo della classe.

Limitandoci a esaminare un solo aspetto di un governo tanto assente da non far rammentare una sola azione degna di nota, possiamo concentrarci sul gigantesco e nauseabondo problema dei rifiuti un dramma che ogni estate emerge nella sua gravità estetica e negli altri mesi persevera con diabolica continuità.

Mentre le altre regioni differenziano i rifiuti su una linea che cresce all’avanzare lungo lo stivale, la Sicilia essendone lo zoccolo è anche la punta putrescente di una raccolta differenziata che prendendosi gioco di una legge nazionale che impone il raggiungimento del 65% continua da anni, nell’assoluta impunità per i responsabili, a non oltrepassare il 10% e in alcune province anche l’immorale 6 o 7%.
In questi cinque anni vani per i siciliani e vanesi per chi li ha guidati, gli interventi sono stati improntanti all’emergenza senza un solo atto che funzionasse da anticorpo correttivo della profonda malattia fatta da interesse e ignavia che contrassegna il problema dei rifiuti in Sicilia.
Nel maggio del 2015 il governo regionale dichiarava di avere in funzione in Sicilia sei impianti di compostaggio per smaltire i rifiuti organici provenienti dalla differenziata: Enna, Grammichele, Ramacca, Sciacca, Castelbuono e Castelvetrano.
E preannunciava l’aggiunzione di altri sei realizzati e da attivare in tempi bravissimi: Bisacquino, Gela, Joppolo Giancaxio, Marsala, Ragusa e Vittoria.
Mentre altri sette impianti compostaggio sarebbero stati pronti entro un anno ad Augusta, Calatafimi, Capo d’Orlando, Casteltermini, Noto, Paternò e San Cataldo.

Nel luglio del 2017 di fronte all’evidente fallimento (gli impianti in funzione sono solo otto) il Governo regionale annunciava un’indagine per appurare le responsabilità.
Non sembra che si sia approdati a nulla, anche se il governo avrebbe dovuto chiedersi: a chi giovano i ritardi? Dove stanno gli ostacoli all’effettivo inizio di attività dei necessari impianti che possono consentire, differenziando l’umido, un efficace decollo del sistema della differenziata?
Nel frattempo la legislatura è finita e gli impianti di compostaggio, architrave di ogni vero piano dei rifiuti, restano drammaticamente insufficienti.

Nel 2012 il Presidente, allora candidato, dichiarava: “Mi batto per restituire bellezza ai territori. Quella bellezza che spesso è stata deturpata dai giochi violenti del potere attraverso le devastazioni del territorio, l’incuria.. umiliata dall’incapacità di progettare un futuro…”
Settembre 2017 Crocetta incapace di mantenere le sue stesse parole lascia dietro di se ma davanti a tutti i siciliani, la terribile realtà di 12 grandi discariche che accolgono, 20 anni dopo il Decreto Ronchi, il 90 % dei rifiuti siciliani.
Le discariche a conduzione privata gestiscono i rifiuti di oltre 3 milioni di Siciliani creando un conflitto di interessi per il reale decollo della differenziata denunciato più volte anche dall’autorità anticorruzione, ma lasciato marcire da Crocetta per i cinque lunghissimi e inutili anni del suo governo.
Lo stesso percolato prodotto in quantità dalle discariche per 4/5 è inviato fuori dal territorio siciliano.
Ben 388 kg di rifiuti urbani per abitante in Sicilia contro i 153 della media nazionale sono smaltiti in discarica, un gigantesco atto di accusa nei confronti di Crocetta e i suoi predecessori.
Cifre che rappresentano una condanna per chi ha amministrato e per chi non ha controllato. Il nuovo governo riuscirà dove da decenni tutti i precedenti hanno fallito?
Soltanto se gli “interessi” virtuosi prevarranno consentendo il decollo di un’economia diffusa del riciclo e della differenziata contro la verticistica e dispendiosa per il pubblico erario, gestione dei rifiuti, la nostra regione potrà correre in direzione delle percentuali che altri territori da molti anni hanno raggiunto.

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