Dal borsello alle unghie finte: quando il sesso te lo puoi scordare…

L’attrazione fra due persone scatta per motivi insondabili, un’alchimia a cui spesso non si riesce a dare una spiegazione razionale. Saranno i feromoni come ci dice la scienza, sarà quel quid (no, non quello che manca ad Alfano secondo Berlusconi), chi lo sa. Qualcuno, qualcuna, può esercitare su di noi una fascinazione che ammalia al punto da esserne travolti. Sarà che l’amore ha ragioni che la ragione non conosce, come poetava la soave Emily Dickinson. Però, ci sono dei però. Perché alcuni ostacoli sono insormontabili.

Va dove ti porta il cuore ma fino a un certo punto. Se porta a quello col borsello, coi pinocchietti e con le infradito monoalluce, grazie devio altrove. Perché lui può essere bello come un dio greco, intelligente come Einstein, romantico come Prévert, con un approccio alla vita degno del Woody Allen dei tempi migliori, ma su alcuni punti non si transige. Ammettiamolo, ciascuno di noi ha i must e anche i mustn’t: quello che l’altro o l’altra deve avere e quello che non deve assolutamente avere. E non parliamo di difetti, quando ci si innamora sembrano quasi piacevoli. Parliamo di punti cardinali dell’esistenza.

L’igiene personale certo, si dà per scontato che sia la base. Per quanto bonissimo Brad Pitt con i suoi effluvi da caprone ha tenuto accanto a sé, e neanche tanto a lungo, solo l’emaciata Jolie, probabilmente perennemente col naso tappato. L’odore di un uomo o di una donna è quello che si ricorda per anni. Anche la puzza resta impressa, ma con esiti diametralmente opposti.  Superato lo scoglio olfattivo ci sono i vincoli rispettosi della vista. Il borsello effetto ragionier Filini smorza ogni libido, come quei pinocchietti tristi e sciapi, per di più sfoggiati con sprezzo del pericolo, persino di sera. Queste oltraggiose offese si possono lavare soltanto in un modo: allontanando dal proprio campo visivo chi li indossa.

D’altronde anche le donne riescono a essere respingenti quanto gli uomini in fatto di abbigliamento. Ci sono alcuni indumenti che dovrebbero essere dichiarati fuori legge a meno di non aver scelto una vita monastica. Sorvoliamo sull’ovvio gambaletto che, nella declinazione color carne renderebbe persino la Bellucci un’anonima casalinga di Voghera frustrata, da anni aviopriva.  C’è anche altro che può distruggere – forse irrimediabilmente – l’immaginario erotico di un uomo. Prendete per esempio Sharon Stone, erotismo che cammina a 50 anni passati, fatele indossare leggings maculati, infradito dorati e con zeppa, la canottiera con Snoopy, un pinzone anni ’80 col fiore e sulle dita, le unghie finte verde acqua con gli stickers dei cagnolini. Poi chiedete a un uomo cosa ne pensi. A meno di perversioni che confinano quasi con la coprofilia, vi dirà di avere avuto una pericolosa ritrazione muscolare laddove non batte il sole.

Gli elementi essenziali valgono ambosessi, prescindono dalla bellezza e dall’intelligenza. E nonostante l’indiscutibilità dei gusti, spesso sono criteri oggettivi più che soggettivi. Volendo essere benevoli, diamo per assodato che si siano rispettati questi cardini essenziali per far durare una conversazione più di 10 secondi. Ipotizziamo che il quadro di insieme sia così interessante da far venire la voglia di scoprire cosa ci sia sotto questi vestiti. Ci si avventura in un campo minato. Ci sono ancora uomini che si ostinano a indossare boxer con i fiorellini o gli orsetti e donne che, novelle Bridget Jones, usano i mutandoni della nonna come se fossero una guêpière di pizzo. Travolti dalla passione, vi liberate dagli orpelli e vi trovate davanti questo spettacolo, lui con i calzini multicolor e quegli animaletti che sorridono sotto la vita, e lei con il completino intimo di vostra nonna al compimento dei 90 anni. Si potrebbe anche strappare tutto per non pensarci, ma come si fa? Se questa è la premessa, cosa ci aspetterà? Un minuto e mezzo di amplesso, preliminari inclusi, o il doverle domandare se sia ancora sveglia durante? Perché l’abito non farà il monaco certo, però lo veste.

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