La grande alluvione di Palermo, quando il Kemonia devastò e uccise

Luoghi di Palermo colpiti da alluvione 1557
Luoghi di Palermo colpiti dall’onda di piena dell’alluvione nel 1557

Duemila furono le vittime della più grande catastrofe naturale che abbia mai colpito Palermo, la grande alluvione di lunedì 27 settembre 1557. L’acqua distrusse anche le 500 case appena costruite nel quartiere dell’Alberghiera, sopra il letto del fiume Kemonia, frutto di una speculazione edilizia. L’onda di piena devastò la città, travolgendo tutto ciò che incontrò prima di gettarsi in mare.
Nel periodo tra il 1505 e il 1570 il numero degli abitanti di Palermo aumentò da 25.000 a 70.000. I palazzinari dell’epoca ne approfittarono, costruendo nella zona immediatamente a valle della depressione della Fossa della Garofala, a fortissimo rischio idrogeologico, in quello che divenne il popolare quartiere dell’Alberghiera. Nel 1554, per scongiurare il rischio di inondazioni, il Senato di Palermo aveva costruito, due miglia fuori dalla città, all’altezza del Ponte di Corleone, un muro-diga che aveva lo scopo di sbarrare il passo alle acque meteoriche provenienti da Monreale, facendole scaricare nell’alveo del fiume Oreto invece che verso la Garofala.
Tra il 21-22 settembre del 1557 iniziò un tremendo nubifragio, che durò ininterrottamente per giorni. L’acqua tracimò oltre il muro-diga e il livello delle acque della Fossa della Garofala giunse ad alzarsi fino a quattro metri nel tratto di mura di Palermo in corrispondenza dell’avvallamento vicino la chiesa di Santa Maria dell’Itria (Porta di Castro) dove una canalizzazione sotterranea giungeva sino al piano di Tarzanà, alla Cala, scaricando le acque del Kemonia in mare. Le mura della città, spesse due metri, resistevano. Ma al tramonto del 27 settembre il muro-diga di ponte di Corleone cedette, e una valanga d’acqua e detriti colpì le mura abbattendone un tratto lungo quarantaquattro metri e alto quattro, facendo crollare la chiesa dell’Itria e travolgendo per prime le 500 nuove case dell’Alberghiera e i suoi abitanti. L’acqua si riappropriò del corso del Kemonia, non risparmiando edifici e persone, invase Ballarò, danneggiò il monastero della Martorana, si incanalò in via Lattarini verso il quartiere della Loggia, fino ad abbattere le mura all’altezza della Dogana Vecchia alla Cala, riversandosi in mare.


Palermo tra Kemonia e Papireto
Palermo, tra Kemonia (a sinistra) e Papireto (a destra)

Palermo deve il suo nome (Panormos, tutto porto), dall’essere circondata da due corsi d’acqua oggi interrati, che si riunivano alla foce: il torrente Kemonia ad oriente della città, dal lato dell’Oreto, e il Papireto ad occidente.
Il Papireto era alimentato da diverse fonti e in epoca storica era un fiume a regime stabile e navigabile, sulle cui sponde cresceva una rigogliosa vegetazione di papiri. Nasceva dalla Fossa di Denisinni, ad ovest della Paleopolis, dove fu costruito il Palazzo Reale, e scorreva diritto verso il mare, attraversando i rioni del Capo, della Conceria (via Bari, via Venezia) e della Vucciria in direzione della Cala.
Il Kemonia (chiamato anche Cannizzaro, Fiumetto o Fiume del Maltempo) scorreva dalla Fossa della Garofala, a est della Paleopolis, e il suo letto coincideva con le attuali zone di via Porta di Castro, Ballarò, Albergheria e Giudecca, dove a questo punto anticamente il torrente si ricongiungeva, all’altezza dell’attuale via Roma, con il Papireto. Nella depressione della Fossa della Garofala, più o meno la zona di Parco d’Orleans-viale delle Scienze, si raccoglievano le acque piovane provenienti da Monreale.


Timeline del 27 settembre – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1557 – Palermo: una spaventosa alluvione provoca un’ondata di fango che dai monti sovrastanti la città, si riversa su di essa lasciando per le vie una scia di morte e distruzione. Le vittime furono più di 7000
1908 – Viene costruita la prima Ford Modello T
1942 – Glenn Miller e la sua orchestra si esibiscono per l’ultima volta prima che Miller entri nell’esercito statunitense
1943 – Hanno inizio le quattro giornate di Napoli. Nella città occupata dai tedeschi scoppia un’insurrezione popolare che nel giro di 4 giorni obbliga gli occupanti a lasciare la città e a lasciare posto agli Alleati
1983 – Richard Stallman annuncia la nascita del Progetto GNU e del software libero
1998 – Nasce il motore di ricerca Google

I NATI OGGI

1389 – Cosimo de’ Medici, politico e banchiere
1920 – Carlo Alberto dalla Chiesa, generale e prefetto
1934 – Pier Francesco Pingitore, autore televisivo e regista
1956 – Giuseppina Paterniti, giornalista, autrice televisiva e scrittrice
1966 – Jovanotti, cantautore, rapper e disc jockey
1976 – Luca Parmitano, militare e astronauta
1976 – Francesco Totti, dirigente sportivo e ex calciatore
1980 – Virginia Raffaele, attrice, comica e imitatrice
1984 – Avril Lavigne, cantautrice, musicista

 

 

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Dario Fidora

Direttore editoriale