Morbillo, morto un 42enne a Catania. Non era vaccinato

Il morbillo fa un’altra vittima in Italia. Questa volta in Sicilia. Si tratta di un uomo di 42 anni, non vaccinato, il cui decesso è avvenuto la scorsa settimana nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Ferrarotto di Catania.  A darne notizia è il bollettino settimanale sull’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese da gennaio scorso, a cura di Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss).

“È incredibile commentare ancora queste notizie di morti di morbillo in seguito alla scelta di non vaccinarsi”, ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Siamo al quarto decesso dell’anno, nel giorno in cui è arrivata la sentenza positiva del Consiglio di Stato – ha aggiunto – ed è che le due notizie sono strettamente correlate”.

L’inizio dei sintomi nell’uomo deceduto a Catania sarebbe avvenuto l’8 settembre, per poi due giorni dopo comparire l’esantema. Esami specifici avrebbero, quindi, confermato la diagnosi di morbillo (Pcr positiva). Il paziente era immunodepresso.

“È un classico caso di malattia  prevedibile, che colpisce un soggetto ‘fragile’, proprio il cluster che più di altri beneficerebbe della vaccinazione, semplicemente seguendo protocolli da tempo validati basati su forti evidenze scientifiche”, ha dichiarato Giuseppe  Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania, mentre Mario Cuccia, responsabile del servizio epidemiologia dell’Asp etnea:  “Dall’inizio dell’anno a Catania abbiamo avuto 165 casi, numeri inconsueti e molto alti che sono legati alle mancate vaccinazioni. Ci sono anche casi di persone vaccinate, ma sono pochi e il quadro clinico è molto più lieve. L’unica strada – aggiunge l’esperto – è la prevenzione, e quindi i vaccini”.

Secondo il bollettino, dall’inizio dell’anno, sarebbero 4.575 i casi verificati, di cui 300 riguardanti operatori sanitari, e 4 in tutto i decessi. Ben l’88% dei pazienti non era vaccinato, il 6% con 1 sola dose. Il 35% ha riportato almeno una complicanza, il 44% è stato ricoverato, il 22% è finito in pronto soccorso. Il 90% dei casi proverrebbe da Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia, mentre l’età media sarebbe di 27 anni. Il 74% è stato segnalato in persone di età maggiore o uguale a 15 anni e l’incidenza maggiore nei bambini sotto l’anno di età.

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