Cinque disastri Giulivi e il crollo di credibilità del M5S in Sicilia

Un altro disastro per la candidatura Cancelleri in Sicilia. Il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, è infatti indagato e con l’obbligo di firma per diverse vicende relative alla sua amministrazione. L’implosione del M5S non è dovuta solo a problemi con la magistratura. Ma anche a profonde e lunghe lotte intestine. Un’implosione che si può riassumere in cinque disastri, come cinque stelle.

Il primo è un disastro essenzialmente politico. O di ciò che rimane nella politica. In Sicilia e altrove, il M5S è infatti un contenitore di tutto e il contrario di tutto. E al contempo è l’opposizione a tutto e al contrario di tutto.
Confrontando le dichiarazioni di esponenti nazionali e militanti, ci si accorge di quanto siano lontane tra loro le opinioni su temi fondamentali nella politica attuale. A partire dalla questione dell’immigrazione e del razzismo per arrivare a quelle relative all’ambiente. Passando per le decisioni sulla sospensione di candidati indagati, la considerazione di idee e scelte portate avanti dai militanti, la democrazia interna, le regole vecchie e nuove del movimento, la questione della scuola, le questioni europee e di politica estera.

Il secondo disastro è essenzialmente elettorale. Nonostante proclami e propaganda, in Sicilia il M5S è uscito duramente sconfitto sia dalle amministrative del 2016, sia da quelle del 2017. In pratica, a Palermo, il M5S in soli tre anni si è dimezzato in voti e si è più che dimezzato in percentuale. Un crollo verticale. Che non può imputarsi né all’affluenza né all’eventuale “debolezza” in elezioni locali.

Il terzo disastro riguarda le capacità di amministrare e dare risposte ai cittadini laddove sono stati eletti sindaci del M5S, in Italia e in Sicilia. Bagheria è solo l’esempio più recente di amministrazione a guida M5S che colleziona pessime figure.

Il quarto disastro riguarda Giulivi ceffoni mollati in faccia a Cancelleri da vere e proprie correnti. Sì, correnti. Soprattutto in Sicilia, dove non ci sono solo le opinioni di Fico in contrasto con altri. Qui la corrente di Nuti ha esploso una serie di cannonate a palle incatenate contro il M5S. Basta ricordarne due: la questione delle firme false a Palermo e la bocciatuta della candidatura di Mauro Giulivi alle regionali, che ha causato la sospensione delle “regionarie” M5S da parte del tribunale di Palermo.

In ultimo, il disastro numero Cinque a Bagheria. Lo stesso sindaco Patrizio Cinque ha dichiarato di essersi autosospeso dal Movimento ma non dalla carica di sindaco, nonostante sia non solo indagato ma anche con l’obbligo di firma alla caserma dei Carabinieri. Peccato che proprio i Cinque stelle chiedevano a gran voce le dimissioni di sindaci di altri partiti per molto meno. [Leggi tutto]

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Gabriele Bonafede

Direttore editoriale