“Qua siamo in un posto civile, non a Palermo”. La frase choc di un giudice trentino

avvocato Palermo
L’avvocato Stefano Giordano

È una frase che sta suscitando non poche polemiche quella pronunciata, martedì scorso, dal Presidente del Tribunale del Riesame di Trento, Carlo Ancona, a un avvocato siciliano, Stefano Giordano, nel corso di un’udienza: “Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo”. Così l’avrebbe zittito impedendogli di svolgere la sua arringa. A questo punto il legale palermitano avrebbe chiesto e, solo dopo numerosi sforzi, ottenuto la verbalizzazione di quanto accaduto.

“È un fatto gravissimo oltre che una frase razzista”, dichiara preoccupato Giordano. “Purtroppo nonostante numerose richieste, non sono riuscito a ottenere dalla cancelleria del Tribunale del Riesame di Trento copia del suddetto verbale”. Ma sarebbe già stato “concordato con il presidente dell’Ordine di Palermo, l’avvocato Francesco Greco, di redigere insieme – aggiunge l’avvocato siciliano – un esposto che sarà prontamente comunicato al Csm e alle altre autorità istituzionali competenti”.

Intanto, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha disposto che l’ispettorato di via Arenula chieda al procuratore generale una relazione su quanto accaduto.

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