Sgarbi e il punto G della Sicilia

Siamo il Paese di Coppi e Bartali, Lollobrigida e Loren, Rivera e Mazzola, Togliatti e De Gasperi, terra in cui l’antagonismo nella declinazione della divisione verticale è genere di primo consumo. L’abbiamo nel dna, non se ne fa una questione di principio, è l’istinto che ci guida. E talvolta ci guida verso la direzione meno opportuna. Specie al tempo delle elezioni quando il principio di base dovrebbe essere trovare le soluzioni più adeguate per risolvere problemi. Ma uscire dal dualismo richiede sforzo. Anzi l’attivazione di quella parte d’intelligenza lontana dal tifo. Modalità assai rara e proprio per questo da sottolineare quando se ne trova un esemplare.

Oggi la riflessione di Dario Pennica, giornalista di lungo corso e di libero pensiero, ce ne fornisce una dimostrazione parlando di Vittorio Sgarbi, di Sicilia, di etica del voto e dei comportamenti. E di punto G. Un ragionamento impregnato di  senso civico e che riteniamo opportuno condividere.

(Angelo Scuderi)


Aldo Pennica“Vittorio Sgarbi fra le idee ed i progetti che vorrebbe realizzare – ove venisse eletto alla Presidenza della Regione – ne ha sottolineato uno che, da solo, merita credo grande attenzione. “Ricostruire il tempio G di Selinunte, le cui rovine sono disseminate per terra tutto intorno. Si tratta del più grande tempio greco, costituirebbe l’ottava meraviglia del mondo e verrebbero milioni di turisti da tutto il mondo per ammirarlo”.

Non so se tale ricostruzione sia effettivamente possibile, come, in che tempi, con quali costi. Ma certo l’ipotesi è più che suggestiva.

Tra le tante proposte sentite e lette in questi giorni, da ciascuno dei Candidati, questa mi sembra la più audace – forse tanto quanto o più dell’eventuale costruzione del Ponte sullo Stretto – e per tale ragione, andrebbe presa in seria considerazione da chi poi effettivamente risulterà eletto.

Chiunque risulterà eletto il 5 novembre, dovrebbe essere così intelligente, astuto, GENEROSO con chi lo ha votato e con la Sicilia ed i siciliani, da fare proprie – e riconoscendolo pubblicamente – le migliori idee degli altri candidati “sconfitti”. Non significherebbe solo riconoscere “l’onore delle armi” ma soprattutto coprirsi di onore ancora prima di meritarlo (speriamo) nei cinque anni di legislatura.
Quella del “Tempio G” è una idea che davvero potrebbe provocare un sussulto incredibile all’incremento del turismo ed all’immagine positiva della Sicilia, tale da toccare il “punto G” della nostra bella – e martoriata – terra.
Ci sarà qualcuno capace di provocarlo questo “orgasmo” plurimo di idee collettive e che risulterebbe condivise dalla stragrande maggioranza dei siciliani (e non solo), oltre che da chi ha votato il vincitore?
Ricostruire un Tempio…il più grande di tutti. In Sicilia. A Selinunte…altro che Louvre. Bello!”.

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