Inondazioni / Tragedia di Livorno, cosa realmente è successo

Inondazione Livorno 2017Sulla tragedia di Livorno ci stanno raccontando un tir di minchiate a cominciare dal sindaco della città. Le polemiche che il primo cittadino ha sollevato ieri sembrano uscite dal Manuale del Pelo Sullo Stomaco degno della più sublime Prima Repubblica. E questo vale per Livorno ma puntualmente accade a tutte le latitudini nazionali (vedi Roma). Per questo lo commento. Perché lì come dappertutto l’obiettivo è uno solo: levarsi di sotto. Umanamente comprensibile, ma politicamente discutibile.

Il sindaco ha lamentato il fatto che la Protezione Civile regionale avesse emesso un’allerta Arancione invece che Rossa. Poi ha sottolineato l’eccezionalità dell’avvenimento (in poche ore è venuta giù tutta l’acqua caduta da gennaio a ora) attribuendola ai cambiamenti climatici.
Ma avvenimenti come quelli di Livorno hanno cadenza annuale almeno dal 2010. Ricordate Genova? Ricordate Giampilieri? Ricordate l’Emilia? Ricordate Sanfratello? Insomma tutto tranne che avvenimenti “eccezionali”.

C’è poi un aspetto che è importante sottolineare. Non è la pioggia diretta che provoca un allagamento. La casa dove sono morte sei persone era un pianoterra, non uno scantinato e, per quanto copiosa, non basta una pioggia per allagare una casa sino al tetto.

L’allerta Arancione non impedisce la verifica di efficienza di alcuno degli adempimenti legati alla prevenzione. E’ facile dire: io sono sindaco da poco, il dissesto del territorio ha altri padri.
Come ormai tutti sanno la manutenzione ordinaria di tutto ciò che è stato pensato e realizzato per drenare le acque piovane spetta alle amministrazioni in carica ed è fatto di interventi veloci: svuotare i tombini, ripulire i nodi di intersezione dei corsi d’acqua per prepararli a sopportare un maggiore flusso. Il sindaco di Livorno aveva bisogno dell’allerta Rossa? Non bastava quella Arancione per fare qualcosa? [Leggi tutto]


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Daniele Billitteri

Direttore editoriale

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