Gli stupri, il fattore razzismo e quel sottile compiacimento…

Percepisco una discreta propensione a collocare la torbida vicenda dei due carabinieri, in una dimensione diversa da quella esclusivamente criminale. “Questa volta sono italiani, italianissimi, e per giunta in divisa”. Inattaccabile argomento per smentire e neutralizzare (casomai ce ne fosse bisogno) le sciocche e becere prese di posizione secondo le quali lo stupro è un fatto che riguarda essenzialmente, o nella stragrande maggioranza, i migranti. Una prospettiva, razziale, o razzista, insomma. In linea con uno dei temi più sentiti dalla coscienza collettiva. Ho la vaga sensazione che il fattore razzismo stia diventando una sorta di ossessione. Ma non è questo il punto. Il punto è che in tutto questo leggo pure un sottotesto. Una sottile e malcelata vena di compiacimento perché la cronaca ci ha consegnato, a noi che razzisti non siamo, un inaspettato regalo. È questo quello che trovo insopportabile.

STUPRO FIRENZE / I carabinieri hanno avuto l’incarico di seguire comunque le indagini e lo stanno facendo con un’energia…

Pubblicato da Rassegna Stampa su Sabato 9 settembre 2017

Ennio Tinaglia

Direttore editoriale