Prìncipi e cavalieri del regno del ritocco

L’apparenza inganna, soprattutto quando la realtà è virtuale. Perché su Facebook appaiono belli, pieni di fascino, intelligenti e brillanti. Poi li conosci e sono la quintessenza della noia. I social non hanno solo contribuito a creare l’esercito dei selfie, ma hanno anche insegnato l’arte di ritoccarsi. C’è chi ritocca soltanto le foto, si toglie qualche chilo, si alliscia la fronte, applica filtri anti-età. Sono i drogati della posa perfetta, quelli che sanno fotografarsi con una tale sapienza che Man Ray oggi come oggi, resterebbe impressionato. E sono pure impavidi perché non temono l’effetto sorpresa che suscita il vederli dal vivo. Loro corrono il pericolo, contando evidentemente su altre doti e questo li rende la specie meno pericolosa.

Passato lo choc iniziale di trovarsi davanti Alvaro Vitali mentre ti aspettavi Antonio Banderas, talvolta dimostrano di essere così spiritosi da fartelo passare. Poi c’è la genia più temuta, quelli su cui dovrebbe essere applicato un bollino rosso come quello sui programmi vietati ai minori. Unica differenza è che dovrebbe essere scritto “attenzione, programma per minorati”. Loro non ritoccano le foto, o meglio lo fanno pure, ma non è questo l’aspetto più grave. Loro ritoccano se stessi, il modo di essere. Si presentano come frizzanti e allegri mentre sono vivaci quanto una mummia depressa, scrivono post per ostentare sensuale strafottenza sulle banalità comuni e poi li senti parlare come il più becero dei qualunquisti, si spingono addirittura a corteggiamenti via Messenger in cui pensi quasi che forse potresti sottrarre dieci minuti al pulire i piatti a casa per incontrarlo. Non farlo, scappa. Perché maledirai ogni attimo di quest’incontro, ripenserai con rimpianto persino a quel pomeriggio passato a pulire con la candeggina le fughe dalla doccia.

Il social figo è un real strazio, uno al cui confronto la ceretta integrale all’inguine è un momento di assoluto relax. Il bluff che cammina, prima ti molesterà i padiglioni auricolari con una serie di complimenti insulsi e poi ti racconterà di quanto tu sia fortunata ad avere catturato la sua attenzione, visto che ha una pletora di adoranti fan su Facebook, pronte a gettarsi dall’Everest per un suo sguardo. Chiaramente lo dice a tutte, nella recondita speranza che qualcuna sia talmente tanto disperata da dargli retta, da credere che quel rospo insignificante e decerebrato possa nascondere il principe azzurro conosciuto via Facebook. Se non siete all’ultima spiaggia e pensate di poter avere di meglio – basta poco in effetti per essere migliore di lui – scaricatelo con eleganza, inventando una scusa credibile. In caso contrario, badate, si vendicherà diventando il peggiore dei social stalker. Come extrema ratio, ditegli che non siete all’altezza di uno come lui, che non lo meritate. È così ameboide monocellulare che si convincerà sia vero. Provare per credere.

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