Marta, arriva in libreria la star vegana del web

Dopo il blog, un libro di gustosissime ricette vegane, per deliziare i palati sia di chi ha sposato questa filosofia di vita sia di chi vuole semplicemente provarla, pur non rinunciando all’alimentazione tradizionale. Si tratta di “Naturalmente buono – Vegan wholefood adventures”, Eifis Editore, della 19enne Marta Ansaldo e della madre Mimma Sangiorgio, che insieme, da tempo ormai, condividono un profondo amore per la cucina naturale. Già qualche mese fa, grazie alla sua passione, Marta ha lasciato il segno vincendo il premio Cucina Blog Award 2017 nella categoria Blog Healthy, istituito dal Corriere della Sera. Adesso, nonostante la giovane età, il conseguimento di questo secondo importante risultato. E ancora una volta la star vegana del web torna a far parlare di sé.

Prima il premio del Corriere della Sera per il tuo blog dedicato al cibo vegano, ora la pubblicazione del libro “Naturalmente buono”, da domani acquistabile sia in libreria che on line. Un periodo ricco di soddisfazioni…

“Sì, molte soddisfazioni, anche per piccole collaborazioni nate con il blog e la possibilità di poter pensare di scrivere per qualche rivista. Sono cresciuta molto, sto costruendo le basi per crearmi un futuro. La notizia della pubblicazione del libro è arrivata l’anno scorso, prima dei miei esami di Maturità. E tutto questo è per me, che ho 19 anni, pazzesco”.

Il libro raccoglie 100 ricette vegane, per quasi 300 pagine di bontà. Secondo quale criterio, se esiste, sono state selezionate per essere pubblicate?

“La maggior parte delle ricette sono nate per il libro, non sono state mai pubblicate sul blog. Si tratta di ricette che noi eravamo abituate a fare a casa, dei nostri cavalli di battaglia che non abbiamo mai voluto condividere con gli altri. Poi con l’arrivo di questo progetto così importante abbiamo deciso di farlo. Inizialmente avevamo deciso di suddividere il libro per ricetta, per pasto, come si fa tradizionalmente. Ma dopo il nostro editore ci ha consigliato di entrare in una dimensione più personale e di pensare a un ordine più inusuale. Si tratta di capitoli sentimentali (12 in tutto, ndr), legati a un momento della giornata, a un ingrediente, a uno stato d’animo… E così il libro è stato personalizzato”.

La tua ricetta preferita, quella che consiglieresti di provare assolutamente?

“I biscotti al cioccolato e arancia. Mia mamma me li prepara da quando ero piccola. Me li cucina ogni anno per il mio compleanno, che cade intorno a Natale. Ogni volta li faccio assaggiare e tutti mi chiedono la ricetta. Adesso ho deciso di svelarla. Oltretutto è una ricetta semplicissima”.

Marta, mi stai facendo venire l’acquolina in bocca… Qual è l’obiettivo che intendi raggiungere con questo libro?

“Lo stesso del blog. Far capire che non devi essere necessariamente vegano per introdurre nella tua alimentazione qualcosa appartenente a questo tipo di cucina. Ma il libro è rivolto anche ai vegani stessi, per far capire loro che non bisogna per forza spendere chissà quali soldi, comprando i prodotti già preparati del supermercato, per essere così, rinunciando magari a cucinare. Anzi, è un modo per essere più presenti in cucina”.

Ancora una volta, come è avvenuto per il blog, compagna di quest’avventura è stata tua mamma Mimma. In che modo ha contribuito alla realizzazione di questo libro?

“È stata un supporto fondamentale. Tendenzialmente cuciniamo insieme e, se cucino io, ogni piatto passa prima sotto il suo giudizio. Lo assaggiamo, lo stravolgiamo, decidiamo insieme come strutturarlo. E poi mia madre ha avuto un ruolo molto importante nel capitolo Sicilia, quello che raccoglie le ricette dei piatti tipici siciliani. Sono piatti che si tramandano nel corso del tempo e io, senza di lei, non avrei saputo come fare. Ha avuto un ruolo molto centrale anche nel capitolo Farro”.

Esaudito il desiderio di veder pubblicato un tuo libro, quale sarà il prossimo? Sarà sempre legato alla cucina vegana?

“Riguarda sempre la cucina. È quello che per tanto tempo ho pensato per mia madre e che ora ho fatto mio. Quello di aprire un ristorante, un piccolo bistrot, dove possa cucinare e far assaggiare agli altri quello che cucino per me. Il tutto sempre in stile molto naturale”.

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