Il supremo imbroglio della Brexit

In Gran Bretagna, gli enormi costi dell’uscita dall’Europa possono essere annullati da un nuovo referendum che cancelli questo superfluo imbroglio, costoso, inutile e senza senso

A poco più di quattordici mesi dallo sciagurato referendum britannico sulla Brexit, una serie di fatti, o meglio di costi, sono ormai chiari. Sono fatti (e costi) innumerevoli nella loro natura e tutti condannano il superfluo imbroglio della Brexit.
I negoziati per attuare un’uscita dai trattati europei sono infatti semplicemente inestricabili. In sé, in negoziati sono un costo enorme, perché presuppongono, oltre all’incertezza del futuro, un impegno lungo e costoso in termini di tempi e risorse. Per arrivare, infine, a una serie di trattati, sempre che ci si riesca, che, nella migliore delle ipotesi, saranno peggiori della semplice appartenenza al mercato unico. Per giunta, la Gran Bretagna si trova da sola, con soli 60 milioni di persone, a negoziare con il blocco UE, di 500 milioni di persone. Si ritrova dunque in una posizione negoziale molto debole rispetto all’UE, anche nell’ipotesi di una UE “divisa” su certi temi.
Per non parlare dell’immenso imbroglio nel quale si ritrovano gli europei che vivono in Gran Bretagna e i britannici che vivono in Europa. Qui il futuro è molto incerto per tutti quanti.
Ora sorge spontanea la domanda: ma perché tutto questo? Perché cacciarsi in questo inestricabile imbroglio? E non sarebbe meglio accettare di avere fatto una sonora fesseria e indire un nuovo referendum per cancellare al più presto la Brexit?
È quello che propone in Gran Bretagna il partito liberale e una gran parte del partito laburista. Ma anche alcuni settori di quello conservatore. [Leggi tutto]

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