Turismo, appello alla politica

La stagione estiva ha decretato che la Sicilia, e soprattutto le sue destinazioni balneari, sono state certamente più degli anni scorsi, le mete preferite sia dagli italiani che dagli stranieri. Il dato che si è concretizzato ha definito un altro aspetto, ovvero che la nostra isola è stata percepita dai vacanzieri, perché di questo possiamo parlare, come destinazione sicura, affermandosi finalmente anche con un immagine nuova.

Occorre però guardare anche i numeri e puntare ad attrarre ulteriori flussi nella sempre maggiore consapevolezza che il turismo è bene sociale per ogni comunità, e come tale deve essere tutelato, un patrimonio di cui la Sicilia tutta non può fare a meno. I circa 16 milioni di presenze sono un numero ancora irrisorio rispetto al potenziale dell’isola e sopratutto rispetto a ciò che fanno altre destinazioni concorrenti. Un invito pertanto obbligato è quello che deve essere fatto a tutti gli apparati politici, affinché possano intraprendere su questa base, a vari livelli, nessuno escluso, una nuova stagione di collaborazione e dialogo con gli operatori, imparando ad ascoltare, con la giusta dose di umiltà, coloro che il turismo lo vivono quotidianamente.

Un atto significativo e di riconoscimento verso tutti quegli operatori che rischiando in prima persona, contribuiscono prioritariamente a promuovere e valorizzare il territorio, adoperandosi affinché i turisti possano godere sempre di un soggiorno migliore. Il pensiero non può che andare pertanto verso un campagna elettorale regionale che al momento pare non fondata su programmi precisi ma viceversa sui nomi. Non è un fatto di buon auspicio e che rischia di far pensare che al netto del nuovo governatore poco o nulla potrà rischiare di cambiare. Se il turismo non sarà realmente al centro dei programmi del prossimo governo,la nostra competitività con le altre destinazioni del Mediterraneo continuerà ad essere immodificata e con essa il sistema imprenditoriale che malgrado il trend positivo continua a vivere in una sofferenza paradossale, fatto che sembra in Sicilia, costituzionalizzato.

 

Nicola Farruggio

Presidente Federalberghi

Provincia di Palermo

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