La bella politica che non viene dalle famiglie…

Stefano Benni, anni or sono, in uno dei suoi romanzi scriveva della Compagnia dei Celestini, gruppo di orfanelli sfortunati che ne passano di tutti i colori. Bene la stessa definizione è applicabile, con qualche differenza of course, a un certo tipo di dirigente o candidato politico che va di moda da almeno vent’anni, già perché fino agli anni Novanta nessuno avrebbe candidato il figlio di Togliatti o Nenni solo in quanto tale…

Una volta esistevano le scuole di partito, la più famosa le mitiche Frattocchie del Pci, ma erano comuni anche a tutti gli altri questi centri dove i militanti più validi e giovani venivano istruiti in storia, civismo,  tattica, strategia, Costituzione italiana ed estere, fino a poter cominciare a pensare di dirigere… una sezione periferica, perché la strada è la formazione era lunga, lunga, lunga.

Poi arrivarono i grandi delitti di mafia e terrorismo, e partì la corsa all’accaparramento dell’orfano/fratello/figlio/parente della vittima di turno. Qualcuno ebbe breve vita politica, altri si sono formati via via fino a raggiungere risultati decenti, altri… meglio soprassedere…

Ora dico… niente di male a cercare l’acchiappo dei voti… le elezioni sono brutte bestie, ma siamo sicuri che un dirigente politico non sia più autorevole se viene dalla strada, da una formazione rigorosa, dalla polvere delle sezioni o delle federazioni minori? Non ci guadagnerebbe la politica vera? Vero che i partiti non stanno più sul territorio come una volta, ma questo è causa o effetto della crisi e di aspetti come questo?

Io e Luisito Suarez abbiamo cercato di far giocare i nostri figli negli anni Ottanta, ma poi arrivò Tardelli… e fu molto meglio così… diverso per i Maldini che invece… hanno un gran dna…

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