Salvatore Giuliano, il bandito che sparò contro i lavoratori a Portella della Ginestra

Salvatore Giuliano diventò il bandito Giuliano il 2 settembre 1943, quando, fermato ad un posto di blocco con due sacchi di frumento comprati al mercato nero, si sottrasse all’arresto sparando e uccidendo un carabiniere, dandosi poi alla macchia. Era nato a Montelepre il 16 novembre 1922, da una famiglia di contadini. Il primo nucleo della sua banda, dedita prevalentemente a rapine e sequestri di persona, fu costituito da alcuni detenuti che Giuliano fece evadere dal carcere di Monreale nel 1944. Il suo sodale Gaspare Pisciotta e alcuni pentiti di mafia come Tommaso Buscetta e Gaspare Mutolo affermarono che Giuliano fosse affiliato a Cosa Nostra, senza la cui protezione non avrebbe mai potuto compiere le sue imprese. Il “re di Montelepre” prese contatto nel 1945 con il Movimento indipendentista siciliano e accettò il grado di colonnello dell’esercito separatista, l’Evis. Cominciò così un’attività di guerriglia contro le autorità e assalti alle caserme dei carabinieri. Con l’amnistia del 1946 i separatisti lasciarono la banda di Giuliano, che da reparto di guerriglia si ridusse in sostanza ad una cosca.

Portella della ginestra, quadro di Pippo Consoli
Quadro di Giueseppe Consoli che rappresenta la strage di Portella della Ginestra

Il primo maggio 1947 accadde la strage di Portella della Ginestra. La banda apri il fuoco sui contadini che si erano riuniti, con le loro famiglie, per festeggiare la vittoria della coalizione PCI-PSI alle elezioni regionali, uccidendo sul posto undici persone e ferendone ventisette.
Il 19 agosto del 1949 sette carabinieri persero la vita in un’altra strage, a Bellolampo-Passo di Rigano, dopo un attacco a una caserma ad opera della banda Giuliano. Il Ministero dell’Interno pochi giorni dopo costituì il Comando forze repressione banditismo guidato dal colonnello dei Carabinieri Ugo Luca, di cui faceva parte anche l’allora capitano Carlo Alberto Della Chiesa. In pochi mesi il Comando debellò la banda, catturando uno dopo l’altro numerosi membri. Il 5 luglio 1950 Giuliano fu trovato morto nel cortile di una casa a Castelvetrano. Aveva ventisette anni. Probabilmente fu tradito e ucciso da Gaspare Pisciotta, suo comandante in seconda.
Nonostante il personaggio di Salvatore Giuliano fosse stato ammantato da aspetti romantici, probabilmente risalenti al periodo in cui il Movimento indipendentista siciliano aveva interesse ad accreditare la sua figura come una sorta di Robin Hood, egli fu soltanto il capo di una banda criminale responsabile di efferati delitti, che oggi sarebbero ritenuti senza ombra di dubbio di tipo mafioso.


Timeline del 2 settembre – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro 

1901 – Il Vicepresidente statunitense Theodore Roosevelt pronuncia la famosa frase “parlate con dolcezza e tenete pronto un bastone” alla Fiera di Stato del Minnesota
1943 – Salvatore Giuliano viene ufficialmente dichiarato bandito
1944 – Olocausto: Anna Frank e la sua famiglia vengono caricati sul treno che li porterà da Westerbork ad Auschwitz. Vi arriveranno tre giorni dopo
1973 – A Barcellona, Felice Gimondi diventa Campione del mondo di ciclismo su strada, battendo allo sprint Freddy Maertens e Luis Ocana
1990 – Entra in vigore la Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989

I NATI OGGI

1840 – Giovanni Verga, scrittore e drammaturgo
1898 – Pietro Ferrero, imprenditore
1917 – Armando Trovajoli, pianista, compositore e direttore d’orchestra
1931 – Bruno Contrada, funzionario e agente segreto
1932 – Maurizio Scaparro, regista e critico teatrale
1938 – Giuliano Gemma, attore
1940 – Pippo Franco, attore e cabarettista
1946 – Billy Preston, musicista, cantante e polistrumentista statunitense
1957 – Steve Porcaro, musicista statunitense


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