Ignazio Florio, il tramonto dell’impero che illuminò la Belle Epoque in Sicilia

Poster del Marsala Florio con l'immagine del leone che beve, come nella statua davanti la tomba di Vincenzo Florio
Poster con il simbolo dei Florio, il leone che beve, marchio che identificava tutti i loro prodotti. La statua del Leo Bibens è a guardia della cappella di famiglia, nel cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù.

Ignazio Florio Junior ereditò a 22 anni l’enorme fortuna dei Florio. Sin da giovanissimo amava viaggiare e conosceva le lingue. Aveva girato l’Europa e volle fare di Palermo una delle sue più belle capitali.

Vincenzo Florio, Ignazio Florio Senior, Ignazio Florio Junior
Vincenzo Florio (1799 – 1868), Ignazio Florio Senior (1838 – 1891), Ignazio Florio Junior (1869 – 1957)

La fortuna della famiglia Florio era cominciata sul mare. Il bisnonno Paolo, dopo aver fatto esperienza mercantile in società con il cognato che navigava tra i porti del Tirreno, si era trasferito insieme al fratello Ignazio a Palermo da Bagnara Calabra. Avevano iniziato una piccola attività di commercio, importando via mare i prodotti coloniali, droghe e spezie. Alla loro fortuna contribuì molto il fatto che erano gli unici a vendere il chinino, unico rimedio utilizzato per curare la malaria. Per questo motivo il simbolo della famiglia sarà l’immagine di un leone febbricitante che beve lungo un fiume le acque che lambiscono le radici dell’albero della china. Nella loro bottega di via Materassai avviarono anche una fiorente attività di prestito marittimo collegato al commercio delle spezie, per acquisto di imbarcazioni, per armare o assicurare una nave o il viaggio.

NGI-Navigazione-Generale-Italiana di Florio e Rubattino

Il nonno Vincenzo Florio, senatore del Regno d’Italia, fondò nel 1832 le Cantine Florio a Marsala, avendo l’intuizione di vendere sul mercato italiano quel vino che già le famiglie inglesi degli Ingham e Woodhouse trapiantate in Sicilia commercializzavano con successo all’estero, in alternativa al Madera. Intraprese un’attività armatoriale su grande scala, fondando nel 1840 con Benjamin Ingham, Gabriele Chiaramonte Bordonaro e oltre 120 altri soci la “Società dei battelli a vapore siciliani”. Ingham fu suo socio anche nella Anglo-Sicilian Sulphur Company Limited , società per la produzione e commercio dello zolfo. Vincenzo acquisì nel 1841 la Fonderia Oretea, con l’intento di fabbricare in proprio le parti meccaniche che servivano per la sua crescente flotta. Nel 1841 prese anche a gabella le tonnare di Favignana e Formica dai Pallavicini-Rusconi di Genova. Sperimentò per la prima volta di conservare una parte della produzione di tonno sott’olio, invece che in barili sotto sale, come si usava a quel tempo.

Stabilimento tonnara Florio Favignana
Uno scorcio dello stabilimento della Tonnara Florio a Favignana

Ignazio Senior, anch’egli senatore del Regno, nel 1868, a ventinove anni ereditò dal padre una fortuna favolosa. Nel 1876 acquistò l’isola di Favignana e l’intero arcipelago delle Egadi. Per il tonno sott’olio ebbe l’idea di inscatolarlo. Il cibo in scatola era un’invenzione recente, sperimentata per la prima volta durante le guerre napoleoniche. Ignazio Senior realizzò nella tonnara di Favignana una moderna linea di produzione industriale che usava lattine di alluminio o di ferro rivestite di stagno. Nel 1881 creò insieme a Raffaele Rubattino la “Navigazione Generale Italiana” attraverso la fusione delle rispettive compagnie marittime, con rotte sia verso le due americhe che, attraverso il Canale di Suez aperto nel 1871, verso l’estremo oriente.

Franca Florio, di Giovanni Boldini
Il ritratto di donna Franca Florio di giovanni Boldini, venduto all’asta il 30 aprile 2017 per un milione e 100 mila euro.

Ignazio Junior, il primo della famiglia ad essere nato a Palermo dopo l’Unità d’Italia, il 1° settembre 1869, non fu mai senatore, fu semplicemente l’uomo più ricco della Sicilia ed erede a ventidue anni di uno dei patrimoni più grandi d’Europa. Nelle sue splendide dimore palermitane, la Villa Igea e il Villino Florio, ospitò la crema della borghesia e dell’aristocrazia, e anche gli esponenti delle case regnanti in visita.
Sposò nel 1893 la bellissima Donna Franca, figlia del barone di San Giuliano Pietro Jacona e di Costanza Notarbartolo e con lei tenne corte nella Palermo della Belle Epoque. Ignazio Junior fu un mecenate, investì nella cultura oltre che nell’impresa, per promuovere la Sicilia. La IV Esposizione Nazionale del 1891 a Palermo, da lui fortemente voluta, fu il motore dello sviluppo urbanistico della città. Fu il principale impresario del Teatro Massimo, costruito nel 1897, fondò nello stesso anno il Cantiere Navale e nel 1900 il quotidiano L’Ora.
Il fratello minore Vincenzo creò e si occupò con passione di organizzare dal 1906 la Targa Florio, una corsa automobilistica annuale svolta in un circuito sui monti delle Madonie.

Una serie di contingenze, mutamenti di assetti politici e di strategie commerciali portarono alla progressiva dissoluzione del grande impero dei Florio, a partire dal ‘900. Le linee di navigazione dipendevano da convenzioni e sovvenzioni statali, l’onda lunga degli effetti dell’Unità d’Italia a beneficio delle imprese del Sud era scomparsa e le dimensioni di quelle dei Florio rendeva sempre più difficile una gestione diretta di Ignazio, autonoma dalle grandi banche e dai competitors del centro-nord.

Villino Florio all'Olivuzza
Villa Florio all’Olivuzza

Ogni minimo evento che causava contrazioni nel mercato, dallo zolfo al volume dei trasporti via mare, produceva oneri passivi e sofferenze verso gli istituti di credito, sempre più difficili da risanare. Il fuoco che bruciava lentamente l’immenso patrimonio familiare dei Florio servì ad illuminare il loro mondo fino al periodo tra le due guerre. Nonostante tutto, Ignazio volle mantenere finché poté un tenore di vita all’altezza del suo cognome. Dal 1924, dopo la vendita della Villa Florio all’Olivuzza, la famiglia si trasferì a Roma. Tra il 1925 e il 1935 il tracollo economico privò Ignazio Junior, uno dopo l’altro, di tutti i suoi beni. Nella primavera del 1935 vennero venduti all’asta i gioielli di Donna Franca e a Palermo furono messi all’incanto i loro mobili e immobili. Franca Florio andò a vivere a Firenze con la figlia Igea, che nel 1921 aveva sposato il duca Averardo Salviati. Ignazio rimase a Roma. Nel 1950, alla morte della moglie tornò a Palermo, ospite di un nipote. Morì nel 1957.

Tazio Nuvolari alla Targa Florio del 1932
23a Targa Florio, 8 maggio 1932. Il leggendario Tazio Nuvolari alla guida della sua Alfa Romeo 8C 2300, con il numero 10

Timeline del 1 settembre – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro 

1729 – Palermo viene scossa da un terremoto, provocando crolli e vittime nel centro storico
1752 – La Campana della Libertà (Liberty Bell) arriva a Filadelfia
1902 – Viaggio nella Luna, considerato uno dei primi film di fantascienza, viene prodotto in Francia
1917 – La Russia si proclama ufficialmente una repubblica
1945 – Il Trio Lescano si esibisce per l’ultima volta alla radio italiana
1969 – Una rivoluzione in Libia porta il colonnello Muammar Gheddafi al potere
1981 – L’IBM lancia sul mercato il primo Personal Computer: il 5150, basato su processore Intel 8088
1985 – Una spedizione franco-americana individua il relitto del Titanic

I NATI OGGI

1869 – Ignazio Florio jr, imprenditore (Palermo, 1º settembre 1869 – 19 settembre 1957)
1875 – Edgar Rice Burroughs, scrittore statunitense
1922 – Vittorio Gassman, attore e regista
1923 – Rocky Marciano, pugile statunitense
1931 – Sandra Mondaini, attrice, conduttrice televisiva e cantante
1937 – Carmelo Bene, attore, regista e drammaturgo
1940 – Franco Bitossi, ex ciclista su strada
1944 – Franco Superchi, ex calciatore
1946 – Barry Gibb, cantante, compositore e produttore discografico dell’isola di Man
1962 – Ruud Gullit, allenatore di calcio, ex calciatore olandese

 

 

 

 

 

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