Basta un quarto d’ora per non piacersi più

Basta un quarto d’ora perché immagini di silhouette magre e perfette, molto spesso propinate da riviste e tv come il modello femminile o maschile ideale da seguire, mettano ko la nostra autostima finendo per non piacerci più. L’ha dimostrato, come riporta Focus, un curioso esperimento sociale condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Neuchâtel in un luogo ancora non raggiunto da questo tipo di messaggi, ovvero i villaggi rurali della Mosquito Coast, in Nicaragua, dove fino a poco tempo fa mancava perfino la corrente elettrica.

Per giungere a tali conclusioni, è stato chiesto a 80 volontari di due villaggi – uomini e donne tra i 16 e 78 anni – di ricreare tramite un software la loro immagine ideale di corpo femminile. Poi alla metà di loro è stato presentato un catalogo di una nota marca di abbigliamento europea per osservare immagini di modelle di taglia 36-38, mentre agli altri sono state fornite fotografie di donne con una taglia compresa tra la 48 e la 60. Durata di entrambe le attività: 15 minuti. Ed è così che chi era stato esposto a immagine di donne magre ha iniziato a rivedere il proprio ideale di bellezza disegnando corpi più sottili, al contrario di chi, invece, aveva visto solo foto di donne più in carne.

Quanto duri l’effetto di un’esposizione di questo tipo non si sa ancora. Ma se in un posto ancora poco contaminato dalle logiche dell’estetica come quello dei villaggi del Nicaragua l’influenza è stata notevole, non risulterà difficile immaginare quanto nel nostro contesto tutto ciò possa risultare ancora più amplificato, bombardati come siamo continuamente da immagini di donne e uomini ai limiti della perfezione.

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