Anita, eroina dei due mondi. Dieci anni di amore e guerra

Anita e Giuseppe Garibaldi Prima di essere Anita Garibaldi era Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva. Ribelle, ardente, inquieta. Nata il 30 agosto 1821 in una piccola città brasiliana da una famiglia poverissima, rimasta orfana a dodici anni, terzogenita di dieci fratelli, fu costretta a sposarsi a quattordici anni. Dopo due anni il marito si arruolò nell’esercito governativo e lei non lo vide mai più. Sin da piccola subì il fascino dello zio Antonio, fratello del padre, un attivista repubblicano. Nel 1835 scoppiò la decennale “rivolta degli straccioni” (farrapos) le cui imprese seguì subito con ammirazione. Aninha aveva 17 anni e viveva con la famiglia del marito a Laguna, sulla costa dello stato di Santa Caterina, nel sud del Brasile, quando i rivoluzionari guidati da Giuseppe Garibaldi nel 1839 conquistarono la città. Per entrambi fu amore a prima vista. Nelle sue memorie, Garibaldi la descrisse: “Una donna alta, col volto ovale, i grandi occhi neri e i seni prosperosi”. La ribattezzò Anita e per due anni andarono insieme sul campo di battaglia combattendo per la rivoluzione brasiliana contro l’imperatore Pedro II. Abile nuotatrice e cavallerizza, pare fu lei ad insegnare a Garibaldi come andare a cavallo. Il loro primo figlio, Domenico, nato nel 1840, fu chiamato Menotti in onore del patriota di modenese Ciro Menotti. Nel 1842 Josè e Anita sono costretti, dai rovesci della rivoluzione repubblicana, a trasferirsi in Uruguay. Si sposarono a Montevideo il 26 marzo 1842. Rimasero in Uruguay sette anni, dove nacquero Rosita (1843) che morirà a soli 2 anni, Teresita (1845) e Ricciotti (1847). Nel 1848, allo scoppio delle prime rivoluzioni in Europa,  Anita con i bambini partì per Nizza, dove viveva nonna Rosa, la madre di Garibaldi. Lui seguirà la famiglia in Europa il mese dopo.

Quando nel 1849 venne proclamata la Repubblica Romana, Anita, incinta di quattro mesi, raggiunse Garibaldi a Roma. Nel vederla il marito esclamò: “Ecco Anita, abbiamo un altro soldato”. Unica donna dell’armata rivoluzionaria, combatteva in divisa, indossando calzoni verdi, con alti stivaletti, camicia rossa, pistola, cappello nero piumato, e fascia tricolore a tracolla. Dopo appena due mesi, i rivoluzionari vennero costretti alla resa dai corpi di spedizione inviati dalla Francia, dalla Spagna, dall’Austria e dal regno delle due Sicilie per rimettere sul trono il papa Pio IX.
Garibaldi allora decise di raggiungere Venezia, dove ancora gli insorti resistevano agli austriaci. Anita, sebbene ormai incinta di sei mesi, seguì il marito a cavallo. Colpita da febbre malarica, perdette conoscenza nelle valli di Comacchio. Braccati dagli austriaci e dai papalini, Garibaldi e i suoi si rifugiarono in una fattoria vicino Ravenna e rintracciarono un medico, che non poté che constatare la morte di Anita, consegnandola al mito. Aveva 28 anni. Il suo corpo senza vita fu frettolosamente sepolto nella sabbia.

La storia di amore e guerra rivoluzionaria di Anita accanto a Giuseppe Garibaldi in due continenti era durata dieci anni.

Le sue spoglie dal 1859 trovarono riposo nella cappella del castello di Nizza. Il 2 dicembre 1932 vennero traslate a Roma, deposte nel basamento del monumento equestre eretto in onore di Anita Garibaldi sul Gianicolo.


Timeline del 30 agosto – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro 

1963 – Guerra fredda: entra in funzione la Linea rossa tra i capi di Stati Uniti ed Unione Sovietica
1965 – I Beatles tengono il concerto all’Hollywood Bowl di Los Angeles
1965 – Bob Dylan pubblica Highway 61 Revisited cuore della cosiddetta “trilogia elettrica”, è universalmente considerato uno dei migliori lavori di Dylan, nonché una fondamentale pietra miliare della musica contemporanea
1991 – L’atleta statunitense Mike Powell realizza il record del mondo di salto in lungo con 8,95 m

I NATI OGGI

1727 – Giandomenico Tiepolo, pittore
1821 – Anita Garibaldi, rivoluzionaria brasiliana
1860 – Joe Petrosino, poliziotto
1905 – Leo Longanesi, giornalista, editore e pittore
1923 – Giacomo Rondinella, cantante e attore
1933 – Luis Bacalov, pianista, compositore e direttore d’orchestra argentino
1935 – John Phillips, cantautore statunitense
1959 – Pino Insegno, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio
1972 – Cameron Diaz, attrice statunitense
1972 – Pavel Nedvěd, dirigente sportivo e ex calciatore ceco
1973 – Ilaria D’Amico, conduttrice televisiva e giornalista

 

 

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