Le notti brevi accorciano gli incubi

Fu così che un giorno qualunque, uno di quelli che non ti ricordi mai se era martedì o venerdì, decisi che mi piacevano le notti brevi. Ma quelle senza la Luna, tronfia e invadente con quel suo sorriso vago e un po’ stupido. Le notti brevi accorciano gli incubi, per dirne una.

Dovete sapere che da qualche parte c’è una specie di GIN, Gestione Incubi Notturni che, in tutta evidenza, ha un quadro completo del tipo di sonno di ciascuno di noi. Se dormi poco o le notti sono brevi come in piena estate, gli incubi sono brevi, taglienti, un’opera lirica senza overture, un racconto senza introduzione.

E questo “taglio” è il più adatto per gli incubi mascherati, quelli che sembrano bei sogni. Arrivano, ti prendono, di circondano, di blandiscono, ti riscaldano, ti eccitano, ti accarezzano, ti dicono cose d’amore. Cosa c’è di meglio, a parte la realtà?

Appunto: il bel sogno getta la maschera quando ti svegli e ti rendi conto che non c’è nessuno in giro, solo il rumore di un tg lontano, noioso, scontato. Ed è così che, nel tuo ricordo, quel sogno diventa un incubo. Perché che altro hai sognato se non la mancanza? [Leggi tutto]

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