La tagliata di faccia di Orlando e la partita a risiko di Micari

Quella che in gergo si definisce una tagliata di faccia. Del resto a Leoluca Orlando non sono mai piaciute le manfrine tipiche delle trattative con i partiti. A nomi, cose e città ha preferito sempre un altro tipo di gioco, simile al Risiko dove a un certo punto, se sei bravo e fortunato, piazzi le tue truppe nei territori migliori e vinci la partita.

Forte della copertura nazionale di Matteo Renzi e dell’appoggio dei “maggiori azionisti” locali dei dem, Orlando ha potuto alzare la voce. L’ha fatto con la tempestività e la lungimiranza che tutti gli riconoscono. Si  cominciava a parlare di alternative a Fabrizio Micari? Ed ecco che il sindaco di Palermo chiude la porta davanti ad ogni illazione, che si chiamino Caleca o Giggiriva, e ribadisce che il candidato era e resta il rettore dell’Università di Palermo. Chi vuole è benvenuto, altrimenti amen.

E ad Articolo1 e Sinistra italiana cominciano a fischiare le orecchie perché la difesa ad oltranza dei principi identitari potrebbe costare cara. Troppe parole spese durante i preliminari, difficile adesso tornare indietro, paradossalmente più per la difficile coesistenza con il Pd che per la presenza di Angelino Alfano. Ad esempio, come possono spiegare gli uomini di Bersani l’accordo con il Pd in Sicilia dopo la polemica scissione di qualche mese fa?

La via di fuga l’ha data lo stesso Orlando parlando di un “civismo variabile” e di maggioranze diverse secondo i vari livelli di governo e della opportunità di dare un volto diverso alla Sicilia in caso di vittoria. Di fatto un appello alla ragion di stato, per ora respinto con gravi perdite da tutte le componenti del blocco di sinistra. Meglio precisare per ora, perché alla fine una competizione elettorale ha sempre e soltanto come obiettivo la vittoria. Bisogna capire che l’asticella del successo la si ferma al 5% ( o poco oltre) e allora la sinistra andrà da sola, oppure se nel mirino c’è Palazzo d’Orleans e allora un passo indietro sarebbe ancora possibile per farne dieci avanti.

Allo stato dell’arte, Fabrizio Micari si presenterà ai blocchi di partenza scortato dal Pd, da Sicilia Futura, da Alternativa Popolare e dalla lista di Orlando. Con una seconda partita di Risiko tutta da giocare ma con la consapevolezza di essere a pochi tiri di dadi dalla vittoria.

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