Ho fatto l’amore con una sconosciuta

A volte basta un segno, caro diario, e una giornata come altre diventa la giornata. Una musica dimenticata che ti assale proprio nel momento in cui accendi la radio, una pagina di un libro ripescato dai gorghi del comodino, oppure un’immagine che ti svuota e ti riempie.

E questa volta è stato proprio un disegno, una cosa che per me è ancora magia, la capacità di esprimersi toccando le corde di uno strumento che non sia la parola. Usare un alfabeto altro, padroneggiarlo con semplicità, utilizzare le mani, gli occhi, la memoria, la fantasia.

Davanti ad un quadro o ad un semplice schizzo mi si accende il motore dei sensi. E non importa la tecnica, olio su tela o graffito, pennello o matita: se mi colpisci mi hai stesa. Non accade spesso. So apprezzare il bello universale, le opere d’arte mi affascinano, ho visitato musei e gallerie ricavandone piacere. Ma il turbamento è altro, è ciò che scatena la fantasia, che arriva al plesso solare, lo scrigno dove si depositano le emozioni e si aggrovigliano i nodi della vita. È ciò che ti fa scattare la voglia di toccare quell’immagine e raggiungere la sua dimensione che non vedi piatta ma reale. È la sensualità che ti parla, è un tuffo negli abissi, mano nella mano. È apnea.

Siamo di fronte all’arte? Non è detto. Siamo di fronte alla vita e alle sue debolezze, chi disegna e chi guarda uniti da un filo sottile. Chi crea l’immagine non saprà mai di aver fatto l’amore con te, un attimo breve e intenso in cui ogni strisciata di pennello, ogni macchia e ogni sfumatura ha la forza emotiva di una preghiera. Prego perché tu sia mia.

Siamo di fronte alla vita e ai suoi piaceri. Supera il banale surplace di un amplesso e ti fa venire voglia di fare l’amore. Si, con lei, quella sconosciuta di spalle che puoi solo immaginare ma che ti ha già trascinato nel vortice del desiderio. Le guardi il collo e immagini il suo viso e segui con lo sguardo le linee dei suoi fianchi. E vuoi scioglierle i capelli e sentire il profumo della sua pelle. Dolce Sara, compagna di una mattina, poco importa che sia tua o di Modigliani la perfetta imperfezione del tratto. Ti ho guardato e riguardato. Hai rapito le mie ore e non ho ancora pagato il riscatto.

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