Palermo centrale. L’Amap, le navi da crociera, le case senza acqua e quei licenziamenti che non arrivano mai

Non tutti hanno le qualità per fare il sindaco. Bisogna avere pazienza, tanta pazienza, sapere contare almeno sino a mille perché d’impulso altrimenti potresti licenziare ogni giorno almeno uno degli uomini (o donne) che più o meno opportunamente hai messo alla guida delle tante postazioni strategiche. E bisogna, eventualmente, anche sapere essere auto indulgenti per perdonare se stessi.

La storia dell’acqua non erogata dall’Amap perché utilizzata dalle navi da crociera è emblematica di quanto sopra detto. Ci sono errori di grammatica da qualunque parte la si voglia leggere. Il comunicato diffuso ad uso e consumo dei cittadini è un pezzo di umorismo involontario: “Si informano i signori cittadini di Palermo che i disservizi idrici manifestati in questi giorni sono dovuti al prelievo di acqua da parte delle navi da crociera in transito a Palermo. Amap spa sta provvedendo a regolare il prelievo presso l’Ente Porto in modo da ripristinare il regolare funzionamento del servizio idrico di Palermo”.

Dunque, andiamo con ordine. Amap informa i cittadini a danno avvenuto, non prima in maniera da poter consentire agli stessi di correre ai ripari. Mancanza assoluta di rispetto verso un utente che, è giusto ricordarlo, non può abbandonarti.

Amap non spiega perchè le navi hanno creato tale disservizio, considerato che da diversi anni fanno rotta su Palermo e l’incidente non è mai accaduto prima.

Amap dice che sta provvedendo a regolare il prelievo e non chiarisce in quali tempi ciò avverrà e se l’inconveniente si ripeterà al prossimo sbarco.

È dura fare il sindaco, non c’è dubbio. Ci vuole pazienza, quella pazienza che magari un comune mortale non avrebbe avuto nel licenziare presidente e direttore generale. Così, in nome del rispetto e dell’efficienza che sono dovute sempre e comunque. Anche ad agosto, in tempo di ferie.

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