Cultura della pesca: il recupero delle tonnare siciliane diventa risorsa per il turismo

Tonnara di Scopello
La Tonnara di Scopello

Il recupero dell’attività di pesca del tonno con il sistema delle tonnare fisse e la sua valorizzazione in chiave turistica sono al centro di un programma strategico del dipartimento Pesca della Regione siciliana, rivolto alla valorizzazione del circuito delle tonnare in Sicilia, in linea con la nuova politica europea e il Fondo Europeo degli Affari Marittimi e della Pesca-Feamp. “La tonnara di Favignana è nelle condizioni di tornare a pescare il tonno e di essere attrattore turistico”, afferma Dario Cartabellotta, direttore del dipartimento della Pesca. “Tonnare come quella di Vergine Maria a Palermo non torneranno a pescare il tonno ma possono ricostituire il porticciolo per l’attracco delle barche da destinare alla pesca turismo”.
Il sistema di pesca del tonno attualmente più praticato nel Mediterraneo è quello delle moderne tonnare volanti, con cui si inseguono e catturano i pregiati tonni rossi (conosciuti come ‘pinna blu’), che vengono trainati in grandi gabbie fino alle tuna farm di Malta. La tradizionale tonnara fissa è invece un sistema tra i meno invasivi perché altamente selettivo, non interrompe il processo di riproduzione dei tonni, non insegue la preda, non danneggia il fondale, utilizza tutte le specie catturate nell’industria senza sprechi.
Oltre a misure di carattere generale per promuovere pescaturismo e ittiturismo, insieme al potenziamento della pesca artigianale e dell’indotto, la ripresa dell’attività di pesca della tonnara di Favignana e la valorizzazione a scopi turistici del complesso museale dell’Ex stabilimento delle tonnare Florio, nel contesto più grande Area marina protetta d’Europa, rappresenta un modello esportabile di sinergia tra pesca e turismo.
“Bene la posizione dell’ Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea sull’importante tema del tonno e delle tonnare“, commenta Giovanni Basciano, responsabile regionale AGCI Agrital. “Favignana può e deve essere un modello virtuoso. Occorre che la sua tonnara, l’unica in Sicilia iscritta nell’elenco Iccat abbia ora una sua quota, non c’è motivo di continuare a negargliela dato l’incremento crescente della risorsa e conseguentemente delle quote di pesca.
Non bisogna invece creare false attese o offrire alibi a prelievi illegali da parte dei pescatori non autorizzati alla pesca con il palangaro derivante. La pesca illegale oltre ad essere pesantemente punita dalle normative vigenti provoca anche una inflazione sui mercati con il conseguente crollo dei prezzi, a svantaggio di tutto il settore.
Le circa 800 imbarcazioni autorizzate alla pesca al pesce spada con il palangaro devono essere quelle cui distribuire una buona parte dei prossimi aumenti di quota; infatti queste imprese vanno incontro al rischio frequente di catture accidentali di tonno pescando pesce spada; è evidente che essendo l’attrezzo usato quasi uguale, all’amo possono abboccare in maniera non voluta dal pescatore anche tonni. E’ ingiusto che queste imprese regolarmente autorizzate a pescare pesce spada debbano poi correre il rischio di incorrere nelle conseguenze delle rigorose normative o che non possano trarre vantaggio da queste catture accidentali cui ovviamente andrà messo un limite massimo, la quota appunto.”

Le tonnare fisse in Sicilia, cultura della pesca e risorsa per il turismo

La pesca del tonno si praticava in Sicilia già ai tempi di Omero, continuando con i bizantini e con gli arabi. I normanni nel XII secolo codificarono le norme per regolare i diritti su dove calare le reti. Nell’isola sono presenti 65 tonnare fisse: 16 in Provincia di Palermo, 18 in provincia di Trapani, 4 in provincia di Agrigento, 1 in provincia di Caltanissetta, 2 nel ragusano, 12 nel siracusano e altrettante nel messinese.

Stabilimento tonnara Florio Favignana
Pesca e Turismo: stabilimento della tonnara Florio a Favignana, dove ha sede una struttura museale della Regione Siciliana

Dario Fidora

Direttore editoriale