Articolo 1, l’addio ad Orlando e la ricerca del nome nuovo: sarà Fava?

Il quadro è chiaro ora che anche le sfumatura hanno assunto tinte più marcate. L’ultimo colpo di pennello, dopo l’assise di Enna, ha portato Articolo 1 fuori dall’orbita del progetto che il Partito Democratico, per il tramite di Leoluca Orlando, sta tentando di costruire con l’obiettivo dichiarato di far dimenticare Rosario Crocetta.

Senza il Pd ma ancora attratti dalla calamita Orlando, anche se il sindaco di Palermo, con quell’estrema linearità mostrata sin dai recenti tempi della trattativa con Piero Grasso, ha fatto intendere che stavolta (anche questa volta) vuol correre per vincere e che è finito il tempo di combattere per la semplice testimonianza politica. Ha già dato con Idv, saranno forse i 70 anni che impongono la sovrapposizione tra presente e futuro, ma Orlando ha chiaro che anche alla Regione e in una versione smart può funzionare una coalizione che comprende i più moderati, senza che i vessilli siano tenuti alti e con un candidato come Fabrizio Micari non di stretta osservanza dem.

A queste condizioni la base di Articolo 1 composta al 99,9% da delusi del Pd che vogliono ancora dire qualcosa di sinistra, non ha potuto fare altro che certificare l’addio, con qualche rimpianto, all’idea di fare la prima uscita elettorale in Sicilia con un confortante compagno di viaggio.

“Da ora bisognerà pensare soltanto al più adeguato candidato presidente, ragionare nell’ottica di un raggruppamento di sinistra autentico, dimostrare con un programma adeguato alle emergenze siciliane che c’è spazio per una forza di sinistra riformista antitetica al Pd che ormai ha un’identità, a voler essere buoni, di centro moderato”.

In calce non c’è una firma, l’anonimato è necessario per non turbare gli equilibri ancora difficile da raggiungere con tutti gli altri soggetti che si accomoderanno attorno al tavolo per trovare le basi operative di un accordo che prima era solo auspicabile, oggi è necessario. Sul programma c’è una naturale convergenza, individuare chi ha più consenso sul territorio non è difficile. La disponibilità di Ottavio Navarra a fare un passo indietro per favorire una decisione concertata è già acquisita. E su questo punto si comincia già a cercare l’alternativa aggregante. Si parla di Mariella Maggio, una delle anime di Articolo 1, riconosciuta, riconoscibile, portatrice di esperienza e testimonianza sindacali. Sarà certamente candidata, preferirebbe non essere la guida. Si spende anche il nome di Angelo Capodicasa che il presidente della Regione – il primo di sinistra – l’ha già fatto in un’altra era- ma al momento è solo una suggestione. Bisognerà verificare se il rapporto di Navarra con Claudio Fava sia ancora quello storico: questo sì che potrebbe rappresentare una sintesi autentica tra le varie anime della costituente di sinistra. Anche perché il tempo stringe, le risorse destinate alla comunicazione non saranno tante ed è funzionale solo un nome autorevole e che non ha bisogno di essere “narrato”.

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