Il Grande Mah: Micari, Armao e le scelte che spaccano

Sembrava che dovesse essere una tornata elettorale semplice, la presenza dei Cinquestelle in versione pole position avrebbe dovuto determinare la presenza di coalizioni coese e allargate. Ma anche in questo la Sicilia è speciale, nello smentire strategie elementari a vantaggio di soluzioni più ardite. Da destra a sinistra è tutto un grande mah.

Fabrizio Micari sembra avere vinto la sfida dei rettori, il suo big sponsor Leoluca Orlando ha imposto il suo candidato lanciando “un’opa di fatto” (tra virgolette perché è una citazione che deve restare anonima, ndr) sul Partito Democratico. Il suo complice si chiama Matteo Renzi che ha convinto Angelino Alfano ad accettare la guida di Micari e a rinunciare alla candidatura di Giovanni La Via, il nome alternativo proposto alla coalizione. Proprio la presenza delle truppe di Alfano è stato il pretesto fornito a Sinistra Italiana e Art.1 per salutare la compagnia. Entrambe avrebbero preferito marciare compatte con Orlando, ma senza i dem e Alternativa Popolare. Peraltro senza il trascinamento di un candidato presidente hanno ben chiaro che superare il quorum non sarà una passeggiata di salute e quindi non è detto che tutti i mali vengano per nuocere. E ora tavolo comune con Navarra per individuare un percorso comune e forse un nuovo candidato.

Se Atene piange Sparta non ride: anche a destra c’è una corsa alla frammentazione. E qui il pretesto è la fuga in avanti di Nello Musumeci che non godrebbe di troppe simpatie tra gli altri rami della coalizione. A parole nessun pregiudizio, nei fatti la ricerca di una maniera di ammorbidire i contorni della figura dell’ex presidente della Provincia Regionale di Catania è piuttosto evidente. Come spesso è accaduto nei momenti più complicati si solleva l’effige di Berlusconi: sarebbe stato lui a incoronare il più moderato Gaetano Armao, scelta che lascerebbe al loro destino i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e i leghisti siciliani di Alessandro Pagano. Ma ci sarebbe ancora un problema: i deputati regionali di Forza Italia con Armao hanno evidentemente qualcosa in sospeso perché il messaggio che parte è netto: Vincenzo Figuccia senza mezzi termini tifa per Musumeci, il capogruppo Marco Falcone – che non sembra parlare a titolo personale – vuole una coalizione più ampia. Tradotto: niente Armao.

Questo è il quadro, in attesa del prossimo bollettino…

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