Il turismo e l’anno d’oro di Cefalù: un successo nonostante…

Un anno fondamentale per il turismo a Cefalù, segnato dalla apertura del Club Med e dai flussi italiani ed esteri già percepiti dagli stessi operatori del settore. Un dato importante perché la cittadina normanna spesso è stata il termometro del buon esito del turismo della provincia di Palermo: storicamente se è andata bene a Cefalù, si sono riscontrati numeri positivi in tutto il comprensorio metropolitano e madonita.

Giusi Farinella, uno dei più importanti imprenditori turistici del territorio e figura fondamentale per lo sviluppo del settore, sottolineava già in primavera la sensazione di una nuova stagione positiva per Cefalù e l’importanza del Club Med sia per gli aspetti della ricettività che per gli effetti sull’indotto economico determinata dalla presenza di un’utenza di alto profilo. E contestualmente segnalava il fenomeno preoccupante di un turismo mordi e fuggi all’insegna del “panino mangiato sulla scalinata del Duomo”.

E non c’è dubbio che il decoro deve essere garantito affinché Cefalù confermi il suo ruolo di perla del turismo di una regione che ha bisogno di punti fermi per la valorizzazione del suo territorio nell’ottica del rilancio economico e occupazionale. Alle preoccupazioni di Farinella, se ne aggiungono altre, a nostro avviso, per nulla marginali. La prima riguarda la viabilità del corso principale, giustamente isola pedonale ma attraversata in deroga da troppi veicoli, dai motorini alle bici elettriche (che sono motorini mascherati…), dalle auto ai furgoni di rifornimento degli esercizi commerciali. Non dovrebbe essere difficile stabilire orari precisi e percorsi limitati per le operazioni di carico e scarico.

Le altre, non frutto di racconti ma constatate di persona, attengono alla qualità del servizio offerto dagli esercizi commerciali. Una panineria senza pane alle ore 12 è di difficile comprensione, specie se la giustificazione è “lo sa com’è, in estate i cefaludesi non vogliono lavorare…”. Pur immaginando che la dichiarazione è stata forse frutto d’imbarazzo, resta un fatto inconcepibile considerato anche che il centro storico dovrebbe essere vetrina anche del commercio.

Fa di peggio anche un bar della piazza antistante al Duomo che riesce a servire bevande temperatura ambiente alle ore 17 “perché è stato fatto 10 minuti fa l’approvvigionamento del frigo e noi (le cameriere che servivano ai tavoli, ndr) non lo sapevamo”.

Ha ragione Farinella quando richiede un sistema di regole e controlli più adeguato ad un turismo meno popolare. Reputiamo altrettanto essenziale una migliore qualità dei servizi ed un personale più qualificato e meno approssimativo. Perché la miscela perfetta è data dalla perfetta coincidenza degli interessi pubblici e privati. Altrimenti si tratterà di un leasing di postazioni di primissimo rango concesse ai privati a fronte di un servizio che resta di livello popolare.

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