Palazzolo Acreide e il miracolo dei sapori montani

Nuovo giro, nuova corsa. Lasciamo Siracusa, la fascinosa Ortigia, e la cucina di mare del Don Camillo e ci inoltriamo nell’entroterra della Sicilia sudorientale. La nostra meta? La barocca Palazzolo Acreide dove ci attendono l’antico, piccolo teatro greco, le maestose chiese, in cui si venerano grandi santi, il ritmo lento della sua gente, ma soprattutto, in questo piccolo e delizioso centro della Val di Noto ci aspetta un amico, Andrea.

Andrea Alì, ristoratore di Palazzolo AcreideAndrea Alì è un ristoratore, un coraggioso ristoratore. Nel 1996 decide di scommettere sul suo talento, sul suo amore per la cucina: apre un ristorante. Nasce così Andrea sapori montani. Come dicevano quei furbacchioni degli antichi romani “nomen omen”, nel nome il destino, ed infatti Andrea si distingue subito per una cucina di montagna, iblea, fatta di grandi prodotti km 0 in un’epoca in cui di km 0 non si parlava neanche ed in una cittadina dove si prediligeva la cucina a base di pesce, dimentichi della grande tradizione gastronomica di terra di Palazzolo. E quindi carni prelibate e soprattutto locali, trota di fiume, verdure, funghi e formaggi alla base della cucina di questo chef che ha fatto della tradizione innovazione, riproponendo in chiave nuova gli ingredienti che ogni brava massaia palazzolese tiene in dispensa.
La cucina di Andrea però non scimmiotta i piatti Iblei, ma li arricchisce con creatività: sapori riconoscibili, di casa, eppure nuovi e sorprendenti. Un posto d’onore ha poi il tartufo, una grande e profumata scoperta relativamente recente, un prodotto che lo stesso Andrea ha contribuito a far conosce ed apprezzare soprattutto attraverso la sua partecipazione alla trasmissione “La prova del cuoco”.

Ristorante Andrea Alì Sapori Montani, Palazzolo Acreide

Il programma della Clerici ha infatti visto il “lancio” del tartufo ibleo assurto poi a principe della cucina autunnale palazzolese. Non potevamo quindi tirarci indietro assolutamente davanti ad un piatto di ravioli, home made of course, sui quali stavano adagiate lamelle del prezioso tubero. In realtà non abbiamo fatto tanti complimenti neanche con gli antipasti: il flan di ricotta con marmellata di pere profumata al gin, il gaspacho freddo arricchito con mandorle, la tartare con grano saraceno accompagnata da una deliziosa salsa di datteri e menta. Questo ultimo piatto poi merita un appunto, non è infatti tutta farina del sacco di Andrea! Da qualche anno nelle cucine si aggira la piccola Chiara, che di cognome fa Alí. La figlia dodicenne di Andrea con una professionalità che stride con la sua giovane età idea piatti e prepara deliziosi dessert. In squadra anche mamma Lucia, che affianca il marito in questa avventura a tutto gusto. Insomma tutto molto buono, ma col vino, come la mettiamo?
La ciliegina sulla torta, udite udite, è proprio la cantina. Tante le referenze da tutta Italia (e qualche chicca d’oltralpe). Il posto d’onore però lo occupano i grandi vini siciliani: dal Grillo del trapanese al Nero d’Avola agrigentino passando per il Cerasuolo di Vittoria senza dimenticare la Malvasia delle Lipari, il Catarratto dell’entroterra palermitano e il Nerello Mascalese dell’Etna.
Tirando le somme: ottima cucina, nuova seppur ci “ricordi qualcosa”; bella selezione di vini; fascinosa location nel cuore di Palazzolo (non manca neanche la terrazza con la vista su cupole e tetti); materie prime locali e qualità; grande entusiasmo di tutta una famiglia.

Dolce e caffè: è ora di andare. Salutiamo Andrea, Lucia, e la piccola Chiara.
Ci lasciamo indietro Palazzolo Acreide, e mentre percorriamole strade disseminate di chiese barocche e fascinosi palazzi, capiamo cosa abbia spinto Andrea e tanti altri palazzolesi, nonostante le difficoltà, ad investire qui, nella loro città: la bellezza.
E dalla bellezza non si vorrebbe mai dover scappare.

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Giulia Monteleone

Direttore editoriale