Pomar e la paura che ci salva dal razzismo

Ci sono dei momenti in cui bisogna rifugiarsi tra le braccia confortanti di chi ha intelligenza. In questi momenti l’intelligenza vale molto di più dell’istinto, seda la rabbia, ricostruisce l’argine contro le umane degenerazioni. Se ti parte l’embolo è l’intelligenza a sturare le vene.

Le braccia che abbiamo trovato sono state quelle di Marco Pomar. Abitualmente strappa sorrisi, oggi ha voluto ricordarci che un intellettuale (che ancora non è una brutta parola) coltiva la leggerezza per scelta ma che dietro ad ogni parola ci sta un pensiero, un’idea. E che c’è un tempo per i sorrisi e un altro per seminare dubbi. E salvifica paura.

“Dicono di non avere paura. Ma io ho paura. Ho paura di chi non distingue un terrorista musulmano nato in Europa da un libico che scappa da guerra e fame. Io ho paura della malafede di alcuni e dell’ignoranza di molti. Ho paura dei direttori dei giornali che incitano all’odio razziale a nove colonne. Ho paura di chi scrive adesso sto diventando razzista, oppure sterminateli tutti. Io ho paura di chi deride l’empatia chiamandola buonismo, ho paura di chi è amareggiato perché due morti sono italiani, ho paura del diffondersi dell’odio come un virus.
Attenzione: si sta diffondendo un virus su facebook: si manifesta con commenti razzisti e sprezzanti sotto un tuo post. Cancella immediatamente e banna il contatto, potrebbe seminare odio e stupidità anche tra gli altri tuoi contatti. Fai girare il buon senso. E abbia paura”.

Caro Marco, noi nel nostro piccolo…


campagna arci contro il razzismo

ilGaz.it

Direttore editoriale