L’amore della nostra vita. E poi quell’altro…

Oggi mi sento come tanti anni fa, l’inquietudine appiccicata addosso come una zecca, senza riuscire a dare una spiegazione alla direzione inutile che ha preso la mia vita. Sensazione dolorosa, specie se hai conosciuto giorni felici. Beata l’ignoranza, beato chi ha galleggiato con costanza sulla linea dell’infelicità e non ha sistema di raffronto. Felice l’infelice. Fatemi essere cinica e brutale: chi ha conosciuto la felicità dovrebbe averne sempre una dose di scorta, un assegno di mantenimento eterno che consenta alla bisogna di camminare con la nuvoletta sotto i piedi e ti faccia contare i granelli di sabbia e le gocce del mare senza per questo sentirti una perfetta deficiente.

Caro diario, l’assenza d’amore ci rende tutti uguali, senza distinzione di sesso, censo, età e religione. Piagnucolosi e ripiegati su noi stessi, come se non potesse esserci un’alba diversa, con la medaglia della sfiga al collo. E via con i sensi di colpa e le recriminazioni, a ritmo alternato così da potere trovare anche un bersaglio contro cui bestemmiare.

C’è chi lo chiama august blues, lamento d’agosto, la perfetta introduzione alla stagione d’autunno, malinconica e struggente. Agosto non mi è mai piaciuto, mi è sempre sembrato come la domenica sera, sei in estate ma sai che sta finendo, zona ancora franca ma al confine con le incombenze del lunedì. E in questo agosto triste più degli altri, ho ripreso le pagine migliori per soffrire un po’ di più.

“Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai e vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme. E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai, cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza avere bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi”. E così anche il maledetto Paulo Coelho, che queste verità avrebbe potuto tenersele per sé, è finito nella mia lista nera…

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Anna

Direttore editoriale

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