Delitto Matteotti, i brogli elettorali fascisti e l’ombra delle multinazionali del petrolio

Giacomo Matteotti fu ucciso subito dopo il suo discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 30 maggio del 1924, nella sessione convocata per convalidare l’esito delle elezioni del 6 aprile. Rapito il 10 giugno da una squadra della Ceka, polizia segreta fascista, il suo corpo fu ritrovato il 16 agosto in un bosco di Riano, città nelle vicinanze di Roma.

Giacomo Matteotti
Giacomo Matteotti

Chiamato “Tempesta” per il suo carattere battagliero, Giacomo Matteotti, nato il 22 maggio 1885, era deputato dal 1919 e segretario del Partito Socialista Unitario, fondato nel 1922 dai Riformisti di Filippo Turati, dopo la loro espulsione dal Partito Socialista Italiano.
Alla Camera contestò la validità del voto denunciando l’uso sistematico della violenza a scopo intimidatorio usata dai fascisti per vincere le elezioni: “… Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti… (Interruzioni)” “… cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni. Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! E quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza (Rumori vivissimi)… L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni…”.
Matteotti era consapevole di avere firmato la sua condanna a morte. Finito il suo intervento, disse ai colleghi: “Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”.

Ma non fu la denuncia pubblica sull’irregolarità delle elezioni l’unico motivo per il suo omicidio. Erano già emerse due gravissime vicende, che riguardavano il falso nel bilancio dello Stato e l’affare Sinclair.

Il 24 maggio la ventisettesima legislatura parlamentare verificò che il bilancio dello Stato non era in pareggio, e che quindi Benito Mussolini aveva fornito al Re un bilancio falso.

Nella cartina in basso i siti di sfruttamento di petrolio e gas in Libia. L’italiana Eni è la società straniera più coinvolta (copre circa il 70 per cento della produzione libica). Molte sue omologhe straniere (la Shell, per esempio) hanno interrotto le estrazioni e abbandonato la ricerca di petrolio e gas a causa (anche) delle turbolenze politiche: negli ultimi mesi, impianti e pozzi della Cirenaica sono stati attaccati dalle milizie dell’Isis. La cartina evidenzia anche la tripartizione che la Libia subirebbe in caso di fallimento del governo di unità nazionale: la Tripolitania finirebbe “sotto l’ala” italiana, il Fezzan sotto quelle francese e la Cirenaica sotto quella inglese. Nel tondo a sinistra, le due piattaforme dell’Eni di Bahr Essalam e Bouri su cui ancora opera personale italiano (una decina di persone) e il gasdotto che porta gas da Mellitah a Gela
La Libia e il petrolio (1996)

La Sinclair Oil era una controllata del gruppo societario americano del petrolio “Standard Oil” fondato da John D. Rockefeller. Sebbene fosse già stata proposta l’iniziativa di costituire un ente petrolifero nazionale che avrebbe consentito all’Italia di non dover dipendere dal monopolio Sinclair Oil/Standard Oil, il Consiglio dei Ministri aveva invece firmato, contro l’interesse pubblico, un contratto con la Sinclair Oil che prevedeva un’esclusiva, della durata di 90 anni, per la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti di prodotti petroliferi presenti nel territorio italiano (RDL n.677 del 4 maggio 1924). Gli interessi dei petrolieri erano verso l’Emilia e la Sicilia ma anche per la Libia, che dal 1911 era italiana. La Sinclair Oil aveva inoltre ottenuto che non fosse permesso a un ente petrolifero statale di intraprendere trivellazioni nel deserto libico. La manovra delle compagnie USA non era stata gradita dagli inglesi della Anglo-Persian Oil Company (l’odierna BP), che fecero avere un corposo dossier a Matteotti sulla vicenda, in cui si accusavano vari esponenti di rilievo del regime fascista (tra cui Arnaldo Mussolini, fratello del Duce) di avere ricevuto consistenti tangenti per complessive 30 milioni di lire e si metteva in luce anche l’interesse dei Savoia, indicati come presunti soci della Sinclair Oil.

Nella seduta della Giunta del bilancio del 7 giugno Matteotti aveva denunciato la gravità del falso nel bilancio dello Stato. Si riteneva che in quella prevista per il 10 giugno, giorno in cui invece fu rapito mentre si recava a Montecitorio, avrebbe reso pubblico il dossier sulla Sinclair Oil.

Gli esecutori materiali dell’assassinio

Amerigo Dùmini, che aveva guidato la squadra della Ceka che uccise Matteotti, fu arrestato il 12 luglio 1924. Venne processato insieme agli altri due esecutori materiali del delitto, tutti e tre condannati il 24 marzo 1926 a Chieti per omicidio preterintenzionale a cinque anni, undici mesi e venti giorni, di cui quattro condonati in seguito all’amnistia generale del 1926. Dùmini morì a Roma, il 25 dicembre 1967, a 73 anni, per una scarica elettrica da cui fu colpito cambiando una lampadina.

Una vignetta satirica del 1906 di Robert Smithereens sul monopolio Standard Oil
Una vignetta satirica del 1906 di Robert Smithereens sul monopolio Standard Oil

Le conseguenze del delitto Matteotti

Nonostante fossero evidenti la responsabilità di Mussolini e dei fascisti nel delitto del deputato Matteotti di fronte la Nazione, il Re non intervenne. Nel novembre del 1924 Mussolini fu costretto ad annullare gli accordi con la Sinclair Oil, resi nel frattempo pubblici dalla stampa internazionale. Nel 1926 il governo italiano istituì l’Azienda Generale Italiana Petroli (Agip).

Benito Mussolini
Benito Mussolini

Il delitto Matteotti segnò la svolta autoritaria del regime fascista. Pur essendosi dichiarato estraneo alla vicenda alla Camera il 13 giugno, poiché tutti i parlamentari di opposizione, riuniti il 26 giugno nella sala di Montecitorio oggi nota come “dell’Aventino“, avevano abbandonato i lavori d’aula finché il Governo non avesse chiarito la sua posizione in merito, Benito Mussolini decise di farsi carico personalmente di ogni responsabilità politica con il discorso alla Camera del 3 gennaio 1925: «Dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi. »


Timeline del 16 agosto – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1858 – Il presidente statunitense James Buchanan inaugura il nuovo cavo telegrafico transatlantico, scambiando un messaggio di auguri con la regina Vittoria del Regno Unito
1924 – Il cadavere di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, nel giugno dello stesso anno, viene ritrovato in un bosco a Riano
1930 – Il primo cartone animato sonoro a colori, intitolato Fiddlesticks, viene realizzato dalla Ub Iwerks
1977 – Muore stroncato da un attacco di cuore il re del Rock and Roll Elvis Presley

I NATI OGGI

1815 – Giovanni Bosco, presbitero e pedagogo
1920 – Charles Bukowski, poeta e scrittore statunitense
1929 – Bill Evans, pianista e compositore statunitense
1943 – Roberto Colaninno, imprenditore e dirigente d’azienda
1943 – Shel Shapiro, cantante, musicista e produttore discografico britannico
1944 – Vittorio Zucconi, giornalista e scrittore
1954 – James Cameron, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico canadese
1958 – Madonna, cantautrice, attrice e ballerina statunitense
1958 – Rocco Papaleo, attore, regista e sceneggiatore
1960 – Timothy Hutton, attore statunitense

 

 

 

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