Cesare Terranova, i primi grandi processi di mafia e i legami con la politica

Giovanni Falcone e Rocco Chinnici
Giovanni Falcone e Rocco Chinnici

Cesare Terranova, che si era distinto come magistrato per i primi grandi processi contro la mafia e come deputato per il suo impegno nella Commissione parlamentare antimafia, fu ucciso subito dopo la sua assegnazione quale capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo. Al suo posto venne nominato Rocco Chinnici, il giudice che creò il primo “pool antimafia”, di cui furono chiamati a far parte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Terranova era nato il giorno di Ferragosto del 1921. Entrato in magistratura nel 1946, nel 1958 venne trasferito dal Tribunale di Patti a quello di Palermo, occupandosi delle prime indagini contro la mafia, durante gli anni di ascesa del clan dei corleonesi Luciano Liggio e Totò Riina e della prima guerra di mafia, culminata con la strage di Ciaculli del 30 giugno 1963.

Come giudice istruttore Cesare Terranova emanò le sentenze con cui furono rinviati a giudizio i responsabili di due distinti filoni di inchieste: quello nei confronti di Liggio, Riina e gli altri imputati dell’omicidio del capo mafia di Corleone Michele Navarra il 2 agosto 1958 e, successivamente, degli uomini della cosca navarriana; e quello della prima guerra di mafia di Palermo, per i fatti accaduti tra il 1959 e il 1963, fino alla strage di Ciaculli.
Entrambi i processi non si svolsero a Palermo, per legittima suspicione, e i loro esiti furono deludenti per gli inquirenti. A quei tempi nei confronti della mafia i giudici potevano applicare solo l’articolo 416 del Codice penale, che prevede il reato di associazione a delinquere. Solo dopo la morte del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 1982, lo sdegno manifestato dall’opinione pubblica portò nel giro di venti giorni all’approvazione della legge 646/1982 (Rognoni-La Torre) che instituì l’art. 416 bis con cui è definita l’associazione di stampo mafioso.

Tommaso Buscetta, collaboratore di giustizia
Tommaso Buscetta (Palermo, 13 luglio 1928 – New York, 2 aprile 2000), membro di Cosa Nostra “pentito”, nel 1984 Giovanni Falcone lo convinse a diventare collaboratore di giustizia.

Il “processo dei 117” per la prima guerra di mafia di Palermo si celebrò a Catanzaro, nella palestra della scuola Aldisio, dove fu costruita una vera e propria gabbia. Il 22 dicembre 1968 la sentenza. Solo alcuni imputati ebbero condanne pesanti: Pietro Torretta venne condannato a 27 anni di carcere; Angelo La Barbera ebbe 22 anni e sei mesi; Salvatore Greco detto Chicchiteddu e Tommaso Buscetta (entrambi giudicati in contumacia) furono condannati a dieci anni ciascuno. Tutti gli altri furono assolti per insufficienza di prove o condannati a brevi pene per il reato di associazione a delinquere e, siccome avevano aspettato il processo in stato di detenzione, furono rilasciati immediatamente per avere già scontato la pena.

Il “processo dei 64”, che si svolse a Bari per l’omicidio di Navarra e dei navarriani, in cui gli imputati erano tutti corleonesi, terminò con la sentenza del 10 giugno 1969 di assoluzione per tutti, compresi Liggio e Riina, che subito dopo si diedero alla latitanza.
Luciano Liggio fu poi condannato il 23 dicembre 1970 all’ergastolo dalla Corte di Assise di Appello di Bari per il duplice omicidio di Michele Navarra e Giovanni Russo, condanna confermata il Cassazione. La “Primula rossa di Corleone”, rimase latitante fino al 16 maggio 1974, quando fu arrestato nella sua casa di Milano.

Cesare Terranova
Cesare Terranova

Cesare Terranova nel frattempo era stato il primo magistrato a mettere per iscritto, nella sentenza istruttoria per la strage di viale Lazio del 10 dicembre 1969, che gli amministratori comunali di allora rappresentavano il centro propulsore della nuova mafia. Dal 1972 al 1979, venne eletto deputato come indipendente nelle liste del PCI. Fece parte della Commissione parlamentare antimafia nella VI legislatura e contribuì alla stesura della celebre “relazione di minoranza” in cui venivano stigmatizzati i legami fra mafia e politica, accusando pesantemente i democristiani Giovanni Gioia, Vito Ciancimino, Salvo Lima ed altri uomini politici di avere rapporti con Cosa Nostra.
Durante il suo mandato parlamentare venne arrestato il capomafia di Riesi Giuseppe Di Cristina e la stampa pubblicò una sua dichiarazione: «Liggio ha condannato a morte il giudice Terranova».
Fino al 1973 Terranova fu Procuratore della Repubblica a Marsala.

Boris Giuliano
Boris Giuliano, nel 1979 capo della Squadra mobile di Palermo

Cessato il mandato parlamentare nel 1979 decise di tornare “a Palermo per terminare il lavoro cominciato”. Il 10 luglio venne nominato Consigliere di Corte d’Appello. Aveva presentato la richiesta di dirigere l’Ufficio Istruzione, che gli era stato comunicato informalmente essere stata accolta. Il 19 luglio fu ucciso a Palermo il vicequestore Boris Giuliano, capo della Squadra mobile, investigatore capace e molto vicino a Terranova. Il martedì successivo, era il 25 settembre 1979, appena sceso da casa per andare al Palazzo di Giustizia, in via Rutelli all’angolo con via De Amicis, la sua auto venne bloccata da un commando di tre killer che aprirono il fuoco con un fucile winchester, una calibro 38 e una 357 magnum. Cesare Terranova fu ucciso insieme al maresciallo Lenin Mancuso.

Liggio dal carcere ne aveva chiesto l’esecuzione sia per vendicarsi della sentenza di condanna all’ergastolo subita sia perché Terranova si mostrava troppo determinato nel contrasto della criminalità organizzata. Fu quindi un “omicidio preventivo”, per impedirgli di divenire Capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo, dal quale avrebbe “perseguito con forza la strategia di recidere le trame tra mafia e politica, obiettivo che contraddistinse sempre il suo operato, sia da magistrato che da politico”.


Timeline del 15 agosto – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

778 – Battaglia di Roncisvalle: la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno è attaccata e sconfitta a Roncisvalle dai Baschi. Nello scontro restano uccisi tre dignitari dei Franchi: Anselmo, Eggiardo e Orlando, duca della Marca di Bretagna, le cui imprese saranno immortalate nella Chanson de Roland
1534 – Nella Chiesa di Montmartre a Parigi, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e Pietro Favre pronunciano i voti di povertà, di castità e di peregrinare in Terra Santa. Viene così fondata la Compagnia di Gesù “che ebbe come padre sant’Ignazio di Loyola e come madre Parigi” come si legge nella lapide ancora oggi apposta all’esterno di quella chiesa
1877 – Thomas Edison effettua la prima registrazione sonora – “Mary Had a Little Lamb”
1969 – Primo giorno del Festival di Woodstock che riunirà 400.000 spettatori
1997 – Viene annunciato da Miguel de Icaza e Federico Mena lo sviluppo di GNOME: un desktop environment completamente libero
2011 – Google acquista Motorola per 12,5 miliardi di dollari

I NATI OGGI

1769 – Napoleone Bonaparte, politico e militare francese
1818 – Giuseppe Benedetto Dusmet, cardinale e arcivescovo cattolico
1921 – Cesare Terranova, magistrato e politico
1925 – Oscar Peterson, pianista canadese
1928 – Everardo Dalla Noce, giornalista
1934 – Nino Ferrer, cantante, antropologo e etnologo francese
1937 – Raoul Casadei, musicista e compositore
1940 – Maria Grazia Buccella, attrice, cantante e ballerina
1944 – Barbara Bouchet, imprenditrice, attrice cinematografica e cantante statunitense
1944 – Gianfranco Ferré, stilista
1944 – Sylvie Vartan, cantante francese
1963 – Fabio Canino, attore, scrittore e conduttore radiofonico

 

 

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