Il Muro di Berlino, simbolo della Cortina di Ferro che per 28 anni divise il mondo

Il Muro di Berlino fu eretto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, rappresentazione fisica della Cortina di Ferro (espressione resa famosa da Churchill) che separava in due l’Europa durante la Guerra Fredda. Dopo 28 anni, il 9 novembre 1989 furono aperti i posti di blocco del Muro, e la popolazione cominciò immediatamente a demolirlo. L’anno precedente Gorbaciov presidente dell’URSS, aveva annunciato la fine della dottrina Breznev, dichiarando che l’Unione sovietica non avrebbe più interferito con la politica interna dei Paesi del Patto di Varsavia.

Nel 1945, poco prima della fine della seconda guerra mondiale, nel corso della conferenza di Yalta, venne decisa la divisione di Berlino in quattro settori controllati e amministrati da Unione Sovietica, Stati Uniti d’America, Regno Unito e Francia.
Dopo il “Blocco di Berlino” del 1948 da parte dell’Unione Sovietica, gli Alleati organizzano un Ponte aereo per Berlino per rifornire di viveri e generi di prima necessità i tre settori occidentali.
Con la Guerra Fredda il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952 e l’attrazione dei settori occidentali di Berlino per i cittadini della Germania Est aumentò. Circa 2,5 milioni di tedeschi dell’est passarono ad ovest tra il 1949 e il 1961.

Costruzione Muro di Berlino

Per fermare l’esodo delle persone della Germania Est iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961.
Inizialmente questo consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a realizzare un vero e proprio muro che divideva fisicamente la città, isolando Berlino Ovest da Berlino Est.
Divenne una delle rappresentazioni fisiche della Cortina di Ferro che separava in due l’Europa durante la Guerra Fredda. L’esistenza della Repubblica Federale Tedesca e della Repubblica Democratica Tedesca era uno dei simboli che del mondo diviso in due blocchi contrapposti.

Durante il periodo di esistenza del muro vi furono circa 5000 tentativi di fuga coronati da successo verso Berlino Ovest. Nello stesso periodo varie fonti indicano in un numero compreso tra 192 e 239 i cittadini della Germania Est uccisi dalle guardie mentre tentavano di raggiungere l’ovest e molti altri feriti. Tra i fuggitivi si contano anche molti soldati addetti allo stesso Muro di Berlino. È nota in tutto il mondo è la foto del giovane Conrad Schumann che salta sopra il filo spinato alla Bernauer Straße.

A partire dagli anni ottanta, migliaia di artisti, conosciuti e sconosciuti, utilizzarono il muro per i loro progetti artistici, coprendolo quasi interamente di murales, dalle semplici scritte a disegni molto elaborati e ben eseguiti,

La speranza di una riunificazione delle due Germanie divenne concreta grazie ai cambiamenti interni all’Unione Sovietica. Il leader riformista Michail Gorbaciov, eletto nel 1985, avviò infatti un’ondata di riforme che si propagò in tutto il blocco orientale, rappresentando un’opportunità per il cambiamento nella Repubblica Democratica Tedesca.
Decisivo per gli eventi che portarono infine alla caduta del muro fu la decisione di Gorbaciov di lasciare libertà agli altri paesi del Patto di Varsavia promettendo di non intromettersi più nei loro affari interni. La dottrina Brežnev, nota anche come dottrina della sovranità limitata, era una linea di politica estera sovietica introdotta da Leonid Brežnev in un discorso tenuto davanti al quinto congresso del Partito Operaio Unificato Polacco, il 13 novembre 1968. In pratica, a nessuna nazione era consentito lasciare il Patto di Varsavia, né di turbare gli equilibri dei regimi a partito unico nei paesi appartenenti al Blocco orientale.
A partire dal 1988 Michail Gorbaciov dichiarò decaduta la politica di sovranità limitata dei paesi alleati all’Urss e che ogni partito dovesse essere libero di scegliere la propria strada per costruire il socialismo.
Il 5 luglio 1988 Gorbaciov e Karoly Grosz, segretario generale del PC ungherese, avevano convenuto che i rapporti Urss-Ungheria andavano reimpostati secondo i principi di «non ingerenza, assistenza reciproca, indipendenza e comune responsabilità verso i destini storici del socialismo». Il 7 dicembre successivo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a sorpresa Gorbaciov annunciò che avrebbe dato un taglio drastico all’Armata Rossa e avrebbe ritirato buona parte delle truppe dai paesi dell’Est europeo entro il 1991.

Il 23 agosto 1989 l’Ungheria rimosse le sue restrizioni aprendo il confine con l’Austria e a partire dall’11 settembre 1989 più di 13 000 tedeschi dell’Est scapparono verso l’Ungheria.
Era l’inizio della caduta della Cortina di Ferro.

Il 9 novembre 1989, fu annunciato dalla RDT che tutti gli abitanti di Berlino Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso. Decine di migliaia di berlinesi dell’Est si precipitarono ai posti di blocco che furono aperti senza alcun controllo d’identità, non potendo le guardie di confine contenere una folla di tali proporzioni. Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del muro. Nei giorni e settimane successive molte persone accorsero spontaneamente al muro per abbatterlo. La demolizione ufficiale iniziò il 13 giugno 1990 nella Bernauer Straße ad opera di 300 guardie di frontiera della RDT. A novembre dello stesso anno l’intero muro all’interno della città era stato abbattuto ad eccezione di 6 punti che furono mantenuti come monumento.

Il 18 marzo 1990 furono tenute le prime e uniche libere elezioni della storia della Repubblica Democratica Tedesca; il governo eletto aveva il principale mandato di negoziare la fine stessa dello Stato che rappresentava. La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990, quando i cinque Länder già esistenti nel territorio della Repubblica democratica tedesca (Germania Est), aboliti e trasformati in province (Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia) si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest).

La fine della guerra fredda viene convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del Muro di Berlino, cui poco tempo dopo seguì la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Il 25 dicembre 1991 alle ore 18 Gorbaciov si dimise da presidente dell’Unione Sovietica e dichiarò abolito l’ufficio, inoltre conferì tutti i poteri e l’archivio presidenziale sovietico al presidente della Russia Boris Eltsin. Alle 18.35 la bandiera sovietica sopra il Cremlino fu ammainata e sostituita con il tricolore russo. Infine il 26 dicembre 1991 il Soviet Supremo dell’URSS dissolse formalmente l’URSS.

Il Parlamento Italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre “Giorno della libertà“, quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino.

Il Muro di Berlino fu eretto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, rappresentazione fisica della Cortina di Ferro (espressione resa famosa da Churchill) che separava in due l'Europa durante la Guerra Fredda. Dopo 28 anni, il 9 novembre 1989 furono aperti i posti di blocco del Muro, e la popolazione cominciò immediatamente a demolirlo. L’anno precedente Gorbaciov presidente dell’URSS, aveva annunciato la fine della dottrina Breznev, dichiarando che l’Unione sovietica non avrebbe più interferito con la politica interna dei Paesi del Patto di Varsavia.

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Domenica 13 agosto 2017


Timeline del 13 agosto – Accadde oggi, a cura di Filippo Barbaro

1942 – Prima del cartone animato Bambi, di Walt Disney
1961 – Berlino (Germania): il governo della Germania Est fa erigere il Muro di Berlino

I NATI OGGI

1866 – Giovanni Agnelli, imprenditore, politico e militare
1868 – Camillo Olivetti, ingegnere e imprenditore
1899 – Alfred Hitchcock, regista britannico
1926 – Fidel Castro, rivoluzionario e politico cubano
1941 – Ambrogio Fogar, navigatore, esploratore e scrittore
1943 – Walter Villa, pilota motociclistico
1951 – Giacomo Civiletti, attore, comico
1953 – Ron, cantautore
1958 – Domenico Dolce, stilista e imprenditore

 

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