La tonnara di Favignana, cultura del mare e risorsa per il turismo in Sicilia

Tonnara Florio a Favignana
Lo stabilimento della Tonnara Florio a Favignana

Il postulato che la cultura del mare è una risorsa per il turismo vale per la Sicilia, in generale, e a maggior ragione per luoghi di antica tradizione marinara come Favignana, uno dei cui appellativi è, a giusto titolo, l’isola del tonno.
Nuove prospettive e scenari di sviluppo per le Egadi dipendono da due aspetti convergenti: il ritorno della pesca del tonno con una quota di catture in grado di sostenerla economicamente – la soglia è stata valutata in almeno 100 tonnellate – e strategie efficaci nel generare nuovi flussi di turismo d’interesse, non legati unicamente alla balneazione.
Una grande iniziativa di valorizzazione dell’identità culturale di Favignana è stato il recupero dell’ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, i cui spazi sono oggi destinati ad un complesso museale di grande richiamo turistico, di proprietà della Regione Siciliana e gestito dal Comune di Favignana.

Dalla tradizionale tonnara alle moderne “tuna farms”

Il sito di National Geographic Italia un paio di giorni fa ha descritto come sia cambiata negli ultimi anni la pesca del tonno, i cui esemplari dopo la cattura vengono chiusi in una gabbia e trainati lentamente fino alle “tuna farms”, le fattorie del mare di Malta. Sono pochissime le mattanze tradizionali e nel servizio di NatGeo una gallery ne mostra alcune belle immagini.

“Spiace che la tonnara di Favignana che è stata la più importante dell’imponente complesso di tonnare di corsa e di ritorno che punteggiavano le coste siciliane, debba restare ferma in quanto seppur iscritta al relativo elenco Iccat, il Ministero delle politiche agricole continua a non voler assegnare una quota.” È quanto ci spiega Giovanni Basciano, responsabile regionale AGCI Agrital, tra i massimi esperti siciliani del settore della pesca: “Grande la mobilitazione della comunità egadina, delle associazioni ambientaliste e della pesca e del mondo della ricerca, per la costruzione di un progetto che permettesse di ricominciare a pescare e destinare il pescato al consumo isolano ed alla conservazione sott’olio. Non certo per metterlo in gabbia, come si legge nell’articolo di National Geographic. Ma sino ad ora nulla, Roma preferisce affossare le tradizioni siciliane ed impedire produzioni di qualità che arricchiscano e qualifichino l’offerta gastronomica di una regione che dice di voler vivere di turismo.”

Il recente disegno di legge sulla ridefinizione dei criteri di assegnazione delle quote pesca del Tonno rosso del Mediterraneo sancisce una priorità di assegnazione alle Tonnare fisse e alla piccola pesca di prossimità. Si spera adesso che Camera e Senato si pronuncino approvandolo prima della scadenza della legislatura.

FOTORACCONTO – In Italia da almeno mezzo millennio viene praticato un metodo di pesca rivalutato ora da ambientalisti e Commissione europea

Pubblicato da Rassegna Stampa su Sabato 12 agosto 2017

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