Sicilia, si torna all’elezione diretta di presidenti e consigli delle ex-province

Ars su elezioni ex province siciliaL’Ars reintroduce l’elezione diretta degli organi delle ex-province (oggi “liberi consorzi” e, nel caso di Palermo, Catania, Messina, “città metropolitane”). Se la legge entrerà in vigore, la prossima primavera i siciliani saranno chiamati a votare per scegliere i componenti dei consigli, i presidenti e i sindaci metropolitani. La commissione aveva proposto di limitare la norma solo ai liberi consorzi per evitare profili di incostituzionalità ma alla fine l’aula si è pronunciata diversamente. Questo l’esito della votazione finale: 32 favorevoli, 10 contrari e 4 astenuti.

Reazioni politiche naturalmente contrastanti, anche per la possibilità sollevata da più parti di impugnazione per non legittimità del provvedimento da parte del Commissario dello Stato.

“Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta. Torna anche la democrazia con il voto a suffragio universale. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario del disegno di legge che oggi con il voto d’Aula ha reintrodotto il voto diretto”, afferma Vincenzo Figuccia, (Fi).

Antonello Cracolici (Pd): “E’ evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province”.

Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale dell’Anci: “Sono convinto che questo atto non potrà avere alcuna attuazione grazie all’impugnativa del Governo che anche i capigruppo all’Ars intervenuti ieri danno per certa. Purtroppo siamo di fronte ad un’inutile perdita di tempo e ad una inutile confusione – conclude – che getta discredito sulle istituzioni dando alla gente la netta sensazione che si voglia riaprire una nuova stagione di caccia alle poltrone ed alle indennità”.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente Anci Sicilia: “Ennesima marchetta pre-elettorale volta unicamente a creare poltrone ed aspettative di poltrone, indennità ed aspettative di indennità da usare come merce di scambio nella imminente campagna elettorale o come paracadute per coloro che non saranno riconfermati. Proprio quando finalmente si è arrivati ad un punto di certezza normativa e mentre in tutta Italia gli enti intermedi sono spariti da tre anni, in Sicilia ci apprestiamo a farli risorgere, ricreando quella situazione di incertezza che negli anni ha portato gravi danni, per citare i più clamorosi, al sistema dei servizi sociali, dell’istruzione e della viabilità.”

Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta: “Si è perduta una grande occasione, quella di applicare lo Statuto della Regione siciliana che prevede i Liberi consorzi dei comuni e non province mascherate. il mio obiettivo era dare più potere agli Enti locali, ai Comuni. Non è riuscito, ma per me è una battaglia che continua.”

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