Cornuto o corrotto, ma sempre a sua insaputa

Un amico parla di “cassonetto dei rifiuti della politica ” pensando ad alcuni modi dire di questi anni ormai entrati nel lessico politichese. Già la sua definizione vale un Perù, ma riflettendo ce n’è una in particolare che può almeno strappare un (amaro) sorriso: a mia/sua insaputa.

Tutto nasce dal reato di corruzione… se vengo beccato col sorcio in bocca, come direbbe il mio amico De  Sisti, il tentativo ridicolo e disperato di trasformare il dolo in colpa con conseguente alleggerimento in sede giudiziaria consiste nel dire che tutto accadde senza che io, povero, ne sapessi nulla. Il primo e più famoso ad usare questo simpatico espediente fu anche il più sfacciato, l’allora ministro Scajola che mica si riferiva ad una bustarella furtivamente infilata nella tasca della giacca, ma addirittura ad un attico regolarmente registrato  a suo nome con atto notarile!!
Vergogna, direte, nooo,  da allora assessori, sindaci , parlamentari, ministri e figli di ministri hanno tutti usato spessissimo questa giustificazione il che la dice lunga anche sulla qualità degli avvocati di questo Paese in quanto a strategie processuali.
Bello è che da allora si scherza pure su piani diversi a partire da questa boutade… la Raggi? Sindaca a sua insaputa, Gentiloni premier a sua insaputa e via sfottendo,  fino ai candidati Presidenti della Regione a loro totale insaputa almeno riguardo alle forze, inesistenti,  che li sostengono come nel caso di un noto editore di Sinistra o un ex Rettore di Sinistra,  di destra e di centro. Non voglio passare per nostalgico, tanto si sa che lo sono, ma ricordate la grandezza di Craxi che in un’aula parlamentare tuonò ” sì la politica ha un costo, lo fanno tutti e chi lo nega è un bugiardo” ? Quanta dignità in uno statista vero anche se corrotto,  e quanta miseria in questa seconda o terza Repubblica… piena  di Pierini pronti a piagnucolare quando pizzicati dalla maestra…
Ma per ritrovare un pizzico di buon umore basta ricordare a CHI ci si riferiva storicamente quando si parlava di ignari sfortunati fino all’ avvento di Scajola…..
Di chi si suoleva  dire “poverino… non sa nulla…” ?   Ma sì… dei traditi sessualmente dai partner, delle vittime di sposi fedifraghi,  degli innamorati… distratti, in una parola dei cornuti !!!!
E questo rende l’ idea di come anche l’ italico costume sia cambiato negli ultimi venti anni, fino a quando giocavo con Mazzola passare per cornuto era cosa di gran lunga peggiore che passare per corrotto, montagne di romanzi e film testimoniano che le corna per gli italiani erano quanto di peggiore potesse capitargli. Agli arbitri ancor oggi mica si urla “corrotto” o “concusso “… ma un sano e liberatorio “cornuto !”  Tutto cambiato… hai rubato ? Sì  ma a mia insaputa… e mi tengo pure il frutto della mia… scarsa attenzione… come dire tendenzialmente cornuti ma molto molto contenti.
Mariolino Corso.

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