Da Palazzo delle Aquile a Palazzo dei Normanni: ecco cosa cela la frattura tra i Figuccia e Forza Italia

La frattura tra Sabrina Figuccia e il gruppo di Forza Italia Palermo – leggasi Giulio Tantillo – potrebbe presentare smagliature molto più estese e non fermarsi alle strette vicende del Consiglio Comunale di Palermo. Una cosa è ormai chiara, la famiglia Figuccia si muove come una vera e propria componente e nessuna mossa è mai casuale.

A distanza di pochi minuti dal comunicato del neo consigliere comunale, arriva anche quello del patriarca. Sabrina annuncia che non sarà iscritta al gruppo consiliare di Forza Italia, Angelo sottolinea il clima di inciuci che ha determinato l’elezione della coppia Totò Orlando – Giulio Tantillo e le responsabilità di quest’ultimo, a suo dire, arruolato nella maggioranza del sindaco.

La cronaca ha dato loro una mano, perché l’anomalia a cui hanno fatto riferimento esiste tutta. Ma a voler leggere le dinamiche della politica di questi giorni, bisogna forse allargare l’orizzonte e spostare l’attenzione da Piazza Pretoria a Palazzo dei Normanni.

Vincenzo Figuccia, il maschio primogenito di Angelo e deputato regionale di Forza Italia, potrebbe avere una diversa collocazione in vista delle prossime elezioni regionali. Da sempre è sostenitore della candidatura di Nello Musumeci, se questi dovesse riuscire nell’impresa di essere il collante delle varie anime del centrodestra siciliano, la sua candidatura nella lista del presidente sarebbe quasi un rinforzo automatico. E questo gli eviterebbe, dentro Forza Italia, la corsa ad un posto – quello garantito dai numeri e dalla contrazione dei seggi – ambito anche dagli altri due deputati uscenti (Riccardo Savona e Giuseppe Milazzo) e da Gianfranco Miccichè, capolista annunciato a cui verosimilmente andrà il sostegno proprio di Giulio Tantillo. Ecco uno dei motivi per cui i vertici di Forza Italia nulla hanno avuto da ridire su quanto accaduto a Palazzo delle Aquile, dove il quasi nemico Orlando ha dettato legge con il consenso determinante di un’opposizione molto responsabile. Forse troppo, e non solo secondo i Figuccia.