Orlando confermato presidente di Anci Sicilia: prove tecniche di assalto a Palazzo d’Orleans?

La riconferma alla presidenza di Anci Sicilia, l’associazione che raggruppa i Comuni dell’Isola, c’è chi la vede come un passaggio dalla forte connotazione politica. L’elezione di ieri riconsegna a Leoluca Orlando non solo il ruolo di “primo ministro” dei Comuni siciliani ma consolida la sua leadership in vista dell’impegno elettorale di novembre che, in un ruolo o nell’altro, lo vedrà in campo.

Contemporaneamente alla conferma alla guida dell’Anci, Orlando ha trascorso qualche ora, nel tardo pomeriggio, da candidato Governatore in pectore. Il sito nientedipersonale.it ha, infatti, ripreso l’ipotesi da noi vagliata oltre un mese fa, dopo il primo cortese rifiuto di Pietro Grasso di rappresentare il centrosinistra alle Regionali di novembre. Orlando, in pratica, da regista si sarebbe potuto trasformare in centravanti. Ora l’ipotesi torna di moda in virtù della presenza a Palermo di Matteo Renzi che, secondo la ricostruzione, avrebbe chiesto a Crocetta le dimissioni anticipate per consentire ad Orlando, norma di legge, di potere essere candidabile.

Il silenzio di Orlando non è indicativo, ma sino ad un certo punto. Se avesse voluto smarcarsi lo avrebbe fatto ricordando il suo impegno con la città. La realtà è che da qualche tempo starebbe pensando a come far digerire alle forze politiche che lo hanno sostenuto – e che in teoria dovrebbero ancora supportarlo – l’azzeramento del recente trionfo e il conseguente ravvicinato ritorno alle urne.

Ma anche se Orlando dovesse rinunciare all’ultima rivincita della sua carriera politica – è ancora bruciante il ricordo della sconfitta nel 2001 contro Cuffaro – la sua cosiddetta lista dei sindaci sarà in campo. All’originaria idea della rappresentanza territoriale, strada facendo si è aggiunta l’ipotesi di accogliere anche i seguaci siciliani di Bersani confluiti in Mdp e le eventuali frange che fuggono dall’abbraccio del Pd e che decideranno di non sostenere Ottavio Navarra e il suo tentativo di costruire una casa comune alla sinistra alternativa.